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Politica

Symmachia accusa i consiglieri: «Escamotage per ottenere i gettoni»

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consiglio comunale

di Vittorio Fiorenza

«Escamotage per garantirsi i gettoni di presenza?». I vizi (presunti) dei consiglieri di Biancavilla sono di nuovo al centro di osservazioni critiche esterne al palazzo comunale. Osservazioni mosse per la prima volta all’attuale assemblea, insediata da meno di un anno.

L’associazione Symmachia punta il dito sull’ultima riunione: «Una convocazione legittima ma irrituale per trattare due interrogazioni in seduta ispettiva e non ordinaria. È un sottile stratagemma per salvare il gettone di presenza dei consiglieri?».

Un interrogativo che tocca un nervo scoperto delle istituzioni biancavillesi, da anni al centro di polemiche per malcostumi, oltre alla nota vicenda giudiziaria sulle “Commissioni bluff”.

Symmachia spiega: «A Biancavilla per percepire il gettone di presenza occorre partecipare ad almeno una votazione, per le interrogazioni non è previsto alcun voto e di conseguenza i consiglieri rimarrebbero senza gettone. Invece, per le sedute ispettive la corresponsione è automatica, al momento della presenza».

Ma per l’associazione, in mancanza di scadenze impellenti, non ci sono ragioni per una riunione ispettiva come quella di ieri sera. Un esborso di denaro che potrebbe essere evitato, così come il sospetto di un cavilloso espediente per incassare quei 30 euro a riunione.

«E’ sorprendente –sottolinea Symmachia– il silenzio assordante della politica e dei consiglieri comunali, vecchi e soprattutto nuovi, di opposizione e di maggioranza che, a differenza di altre occasioni, sembrano ritrovarsi tutti amorevolmente concordi».

Critiche ben precise a cui risponde il presidente del Consiglio Comunale, Dino Furnari, che subito precisa: «La seduta ispettiva è stata concordata in una conferenza dei capigruppo, la procedura è prevista dal regolamento». E poi aggiunge: «Va detto che, inserendo le interrogazioni in una riunione ordinaria (che inevitabilmente avrà altri punti e prevedrà votazioni) non avremmo risparmiato il gettone. Terrò comunque conto di queste osservazioni, pur di contenere i costi. Lavoro già su questo, anche se non è facile».

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Politica

Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio

La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori

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© Foto Biancavilla Oggi

Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.

Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).

Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).

Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.

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Politica

Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”

Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti

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La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.

Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.

I sostenitori del “Sì”

Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.

I sostenitori del “No”

Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.

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