Chiesa
Renna si scusa per i toni con sindaco e clero, ma ribadisce le regole liturgiche
Dopo le polemiche, due lettere dell’arcivescovo di Catania inviate ad Antonio Bonanno e ai sacerdoti
«Nessun pregiudizio e nessun astio, dunque, con il primo cittadino di Biancavilla. Il vescovo Renna, all’indomani della celebrazione per la Madonna dell’Elemosina, infatti, ha mandato una lettera al sindaco per scusarsi per i toni utilizzati, ma ha ribadito allo stesso tempo ruoli, confini e regole liturgiche. Altra lettera, il vescovo l’ha recapitata al presbiterio di Biancavilla per smorzare i toni usati e perché venga riferita alla comunità dei fedeli».
È quanto si legge, a proposito dell’ormai nota polemica avuta con Antonio Bonanno, in un passaggio di un articolo pubblicato su Prospettive, organo di informazione della diocesi di Catania, a firma di Alessandro Rapisarda, vice direttore diocesano dell’Ufficio Comunicazioni sociali. Un contributo per spiegare il senso e il significato dell’atto di affidamento pronunciato dal sindaco, momento che, per le modalità, ha suscitato l’irritazione del presule.
«L’atto di affidamento alla Vergine Maria costituisce una delle espressioni più significative della devozione mariana», ma non può essere inserito nella celebrazione eucaristica «come se costituisse una sua parte rituale», chiarisce Pasquale Munzone, cerimoniere arcivescovile. Il riferimento è il Direttorio su pietà popolare e liturgia, che distingue le espressioni devozionali dalle azioni liturgiche. «È alla luce di questa distinzione che va letto anche l’intervento dell’Arcivescovo».
Un contributo, quello di Prospettive, anche per placare i toni e far finire la polemica, che sui social ha generato un’onda di messaggi contro il vescovo, commenti di delegittimazione e ridicolizzazione, anche da ferventi fedeli che si ergono a “custodi della tradizione”.
In fondo, i “disappunti” di Renna – proseguiti pare in sagrestia – erano rivolti a Bonanno per la parte superficiale. Il resto chiama alla responsabilità il clero e quanti ruotano attorno alla macchina organizzativa di quella cerimonia religiosa, da anni elevata (o ridotta) ad “evento”.
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Chiesa
Renna vs Bonanno, Avvenire: «No abusi liturgici, una lezione per clero e fedeli»
Sul quotidiano della Cei interviene padre Maurizio Patriciello, sacerdote-simbolo della “terra dei fuochi”
«Occorre tanto discernimento per non mancare di carità, rimanere fedeli alle proprie responsabilità e non permettere a chicchessia di deviare un momento liturgico o di pietà popolare in qualcosa che abbia il sapore della propaganda. Era questo l’intento del sindaco Bonanno? Nessuno può dirlo e personalmente non lo credo. Poteva Renna sorvolare su questo, diciamo, sconfinamento? Non lo so, ma se ha ritenuto di farlo aveva le sue buone ragioni».
Interviene pure Avvenire, il giornale dei vescovi italiani, sulla plateale polemica che ha contrapposto l’arcivescovo di Catania, Luigi Renna, al sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, interrotto mentre faceva “atto di affidamento” alla Madonna dell’Elemosina. Interrotto perché – secondo il presule – non si stava limitando a leggere una preghiera, ma un intervento articolato e ritenuto fuori dal proprio ruolo all’interno della funzione religiosa.
L’intervento del prete anti-camorra
Il quotidiano affida a Maurizio Patriciello, sacerdote-simbolo della Terra dei fuochi e della lotta alla camorra, il commento di quanto avvenuto, diventato virale sui social dopo che Biancavilla Oggi ha ricostruito i termini e i contenuti della polemica, in piazza Collegiata, davanti alla folla di fedeli.
L’intervento di Renna – ecco il punto centrale – non va letto come un semplice quanto clamoroso “richiamo” al primo cittadino. La sfuriata del vescovo si rivolge al clero locale e a chi ha responsabilità organizzative, che avrebbero dovuto prevenire ed evitare quell’incidente.
«Di certo, la sua – si legge nel commento di Patriciello – è stata una lezione non solo per il proprio clero e i propri fedeli, ma per tutti i cattolici d’Italia. Renna ci ha ricordato che la Chiesa non è nostra, il rispetto per le regole liturgiche non è facoltativo, il rischio di confondere e offendere i credenti deve essere evitato a tutti i costi».
E poi un auspicio: «Mentre scrivo credo che il sindaco di Biancavilla e l’arcivescovo di Catania, da veri galantuomini, siano già tornati a stringersi la mano e a gustarsi un buon caffè. Rimane la lezione. A buon intenditor poche parole».
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Chiesa
Il vescovo Renna s’infuria con il sindaco Bonanno e nega la benedizione papale
Duro intervento del presule, che interrompe il primo cittadino nell’atto di affidamento alla Madonna
Il volto tesissimo, l’espressione infastidita. Di più: visibilmente irritata. L’arcivescovo di Catania, Luigi Renna, infuriato contro il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, mentre era davanti alla Sacra Icona e ad una piazza affollata per il consueto “atto di affidamento” alla Madonna dell’Elemosina. Non ha fatto nemmeno in tempo a pronunciare la formula di rito ché il vescovo lo ha interrotto, facendogli una lavata di capo per poi chiudere bruscamente la celebrazione e ritirarsi velocemente in basilica, negando persino di impartire la benedizione papale. Una scena che ha sbalordito e che neppure la prontezza del coro, intonando i canti finali, è riuscita ad offuscare.
Piazza Collegiata era gremita di fedeli per la festa estiva in onore di Maria Santissima dell’Elemosina alla presenza dell’eparca di Piana degli Albanesi, mons. Raffaele De Angelis. Una funzione lunga, carica, non senza distrazioni, celebrata all’esterno, sul sagrato della chiesa, dall’arcivescovo etneo. È lo stesso Renna a chiamare il primo cittadino sul sagrato per la consueta preghiera dedicata alla Madonna e l’omaggio floreale. Antonio Bonanno, in fascia tricolore, si posiziona a fianco all’Icona, rivolto verso la piazza. Ecco il primo richiamo di Renna: «Si rivolga alla Madonna, perché è una preghiera». E aggiunge: «Solo la preghiera».
Ma il sindaco legge un intervento articolato: le radici di Biancavilla, il pensiero alle persone fragili e in difficoltà, il ruolo delle istituzioni, della Chiesa e della comunità, l’impegno ad essere «pionieri coraggiosi», auspicato al cospetto della «dolcissima Madre». Toni e parole marcatamente retorici, come suscita (o richiede) il contesto. Un accenno alla donna 72enne morta per un malore in strada, proprio mentre stava recandosi alla solenne celebrazione. Poi, i ringraziamenti al vescovo e al vicario foraneo e parroco, padre Pino Salerno…
Immediata, a questo punto, l’interruzione di Renna, ritenendo quello del sindaco uno “sconfinamento” del proprio ruolo nel perimetro liturgico: «Bene, bene, solo la preghiera. È finito il discorso. “Il Signore sia con voi”». E rivolgendosi a Bonanno: «Dobbiamo imparare che la preghiera è atto di affidamento. I saluti, nella liturgia, li fa solo l’arcivescovo, come ripeto tante volte ma poi mi costringete a fare queste brutte figure. Chi presiede l’eucaristia è l’arcivescovo. Non c’è neppure la benedizione papale!». Padre, Figlio e Spirito santo. E via, in tutta fretta, all’interno della basilica. La musica, il canto. Bonanno che scende, mesto, i gradini. La messa è finita. Ci si prepara – senza il vescovo – alla processione, in un vespaio di discussioni e facce sbigottite.
La reazione di Bonanno: «Amarezza e incredulità»
«Ho vissuto con profonda amarezza e incredulità quanto accaduto davanti alla Sacra Icona della Madonna dell’Elemosina. L’interruzione del mio intervento e la mancata benedizione papale da parte dell’Arcivescovo Renna, davanti a una piazza gremita, sono stati gesti che fatico a capire e che ritengo incomprensibile per un Pastore. Non è un fatto personale: è una mancanza di rispetto verso tutta Biancavilla».
Sono le parole del sindaco Antonio Bonanno rispetto a quanto accaduto la sera prima, sul sagrato della basilica, con il brusco intervento dell’arcivescovo.
«Ciò che più mi addolora – dice il primo cittadino – è che il testo dell’Atto di Affidamento era stato inviato in anteprima all’Arcivescovo, senza che mi fosse stata sollevata alcuna osservazione. Negli anni passati, alla sua presenza, ho sempre rivolto il mio ringraziamento alla Chiesa locale e al Prevosto, senza che mai fosse stato contestato».
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