Chiesa
Ex Allieve salesiane, da un secolo presenti e impegnate per Biancavilla
La presidente Santina Polizzi: «Siamo in 50 in vari ambiti, oratorio, dopo scuola, opere di carità»
Era il 1925. La Grande Guerra era finita da appena sette anni lasciando strascichi di povertà e dolore. Biancavilla contava meno di ventimila abitanti in un mucchio di case affacciate su strade in terra battuta. Negli anni della vittoria del Partito Popolare, che precedettero il Fascismo, il nostro paese vedeva la realizzazione del primo edificio scolastico e l’apertura delle scuole di Avviamento professionale.
Gli uomini andavano presto a lavorare al mattino, a volte mancavano da casa intere settimane. Portavano il pane. E le donne? Le donne lavoravano anche più dei “maschi di casa”: crescevano i figli, accudivano i familiari più fragili, tenevano su la casa e le relazioni tra i parenti, spesso con enormi sacrifici. Le donne riuscivano in quegli anni difficili anche a investire qualche spicciolo messo di lato e depositato nella Cassa Rurale San Placido. Molte di quelle donne, soprattutto giovani e adolescenti, avevano da qualche anno imparato a frequentare “i surelli”, le Salesiane arrivate a Biancavilla nel 1906 seguendo il carisma di san Giovanni Bosco e che fin da subito avevano iniziato la loro opera.
Tante le ragazze che, col permesso – e anche la diffidenza di qualche familiare – si impegnavano nelle attività proposte dalle suore. Il ricamo e il cucito erano le principali, ma non possiamo scordare le lezioni e i laboratori di “economia domestica”, le nozioni di igiene e di pronto soccorso. Attività che per la prima volta venivano svolte fuori dalle mura casalinghe. A tutto questo si univa l’attività di apostolato e di preghiera, di formazione e di carità verso i bisognosi, prime fra tutte le orfanelle e i bambini poveri che in quell’istituto trovavano asilo e cura. Un’opera quasi tutta al femminile.
Rosaria Cuscunà e il primo nucleo di ex allieve
Nel 1925, come si diceva, grazie a Rosaria Cuscunà, biancavillese poi consacratasi come suora, nacque il primo nucleo di Ex Allieve Salesiane: donne che avevano frequentato una delle attività o che erano state assistite dall’istituto e che desideravano continuare un cammino di missione e spiritualità all’interno della famiglia salesiana.
E da allora non si sono mai fermate. In cento anni hanno fatto tanto per affermare e fare crescere il “trinomio” del sistema preventivo di don Bosco: Ragione, Amorevolezza e Religione, traducendolo nei valori umani di dignità, fede e solidarietà verso ogni persona.
«Oggi siamo una cinquantina di iscritte – riferisce l’attuale presidente Santina Polizzi – anche se a frequentare gli incontri siamo molte di meno. A noi fanno riferimento anche alcune socie di Adrano. Le Ex Allieve, assieme alle suore, ai Cooperatori e ai tanti volontari, curano le attività dell’oratorio in istituto, il dopo scuola, fanno assistenza e sono impegnate in molteplici opere di carità sia in Istituto e sia anche nelle parrocchie».
Ogni ex allieva partecipa alla missione educativa dell’Istituto, si impegna oggi più che mai per la promozione della donna e la difesa della vita e dei diritti umani. Collabora con organismi civili ed ecclesiali sul territorio, operando attivamente in diversi ambiti: dalla famiglia all’ambiente di lavoro, dal mondo politico e sociale alla scuola e al tempo libero.
«Ci impegniamo con le suore a svolgere le varie attività che ideiamo e portiamo avanti insieme. Ma operiamo –continua la Polizzi – soprattutto nelle nostre famiglie e nelle parrocchie. Ci incontriamo con il nostro assistente due volte al mese, organizziamo periodici ritiri, pellegrinaggi e altre manifestazioni secondo lo spirito di don Bosco».
Crisi di adesioni, impegno continuo
È vero pure che da tempo, seguendo una globale secolarizzazione e un considerevole declino dell’influenza religiosa nella società e nella vita pubblica, anche l’associazione ex allieve di Biancavilla vive una crisi soprattutto nelle nuove adesioni.
«È ormai assodato che i giovani sempre in cerca di novità e a volte di emozioni effimere, cerchino altri ambiti dove socializzare e impegnarsi», afferma don Ambrogio Monforte, che dal 2011 è l’assistente spirituale dell’Associazione Ex Allieve di Biancavilla. «In questi ultimi anni – conclude – stiamo cercando, assieme alla presidente, di sensibilizzare le fasce giovanili all’impegno secondo il carisma salesiano, con l’iscrizione al nostro gruppo che comunque è uno dei più numerosi della provincia. Speriamo che questi semi possano attecchire e dare frutti nuovi così come è stato in questi cento anni».
Don Bosco e madre Mazzarello come modelli
L’associazione, in sinergia con le altre presenti nel territorio nazionale, si arricchisce continuamente degli elementi carismatici provenienti dal sistema preventivo di don Bosco e di madre Mazzarello, che oggi si ripropone come un programma di educazione integrale, rispondente alle più autentiche aspirazioni della persona: la ricerca della verità, il bisogno di Dio e l’apertura alla relazione.
Questi principi, radicati nella tradizione, continuano a guidare e a ispirare le nuove generazioni verso un cammino di crescita umana e spirituale, mantenendo vivo il senso di comunità e di speranza nel domani.
In un mondo in continuo cambiamento, la storia delle Ex allieve di Biancavilla dimostra che i valori di fede, solidarietà e impegno civile sono più attuali che mai. La testimonianza di queste donne, che hanno lavorato per un secolo alla crescita umana e spirituale della comunità, ci ricorda che il vero cambiamento parte da chi sceglie di fare la differenza, un gesto alla volta. Un esempio concreto di come il passato possa ispirare un futuro di speranza e impegno condiviso.
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FOCUS
Chiesa
Gesto di riconciliazione di Renna: torna a ottobre per Maria Ss. dell’Elemosina
Il vescovo di Catania presiederà la celebrazione del 4: un atto di distensione verso il clero e i fedeli
Dopo lo scontro pubblico con il sindaco Antonio Bonanno, l’arcivescovo di Catania Luigi Renna torna a Biancavilla per la festa della Maria Santissima dell’Elemosina. Sarà presente alle celebrazioni del 4 ottobre, in occasione della giornata dedicata alla Madonna, in un appuntamento che assume un significato particolare dopo le tensioni esplose alla fine di agosto e le successive scuse del presule.
La presenza di Renna rappresenta un gesto di riconciliazione dopo l’episodio che aveva suscitato clamore ben oltre Biancavilla. La vicenda era esplosa il 30 agosto, durante la celebrazione estiva, quando il sindaco Bonanno, chiamato sul sagrato della basilica per l’atto di affidamento della città alla Madonna, era stato interrotto dall’arcivescovo. Parole e modalità che Renna aveva percepito come uno “sconfinamento” del primo cittadino rispetto allo spazio liturgico. Da qui la brusca conclusione della celebrazione e l’ira manifestat anche in sagrestia. Quindi, un vespaio di discussioni, dichiarazioni, commenti social.
L’episodio aveva provocato l’amarezza del sindaco, che aveva parlato di una «mancanza di rispetto verso tutta Biancavilla». Poi, in due lettere scritte di suo pugno, le scuse del vescovo «per avere perso le staffe» e i toni usati, rivolte al clero e al primo cittadino. E uno strascico di amarezza.
Ora, l’annuncio del suo ritorno a Biancavilla per il 4 ottobre segna un nuovo passaggio della vicenda. L’arcivescovo, reduce da un intervento maxillo-facciale presso l’ospedale “San Marco” di Catania, sceglie di essere nuovamente accanto alla comunità cattolica biancavillese. Un’occasione per ricomporre una frattura.
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Chiesa
Ecco il testo delle lettere di Renna: «La messa non è il “contenitore” di tutto»
“Biancavilla Oggi” pubblica integralmente le missive del vescovo indirizzate al clero e al sindaco
“Illustrissimo Signor sindaco…”. “Carissimo padre Agrippino…”. Due lettere distinte su carta intestata dell’arcivescovo di Catania. Entrambe scritte a penna, con inchiostro nero, di proprio pugno, firmate da Luigi Renna. Una indirizzata al parroco Pino Salerno, l’altra al sindaco Antonio Bonanno. Due missive per chiedere scusa e perdono dopo la polemica mossa al primo cittadino di Biancavilla, mentre stava pronunciando l’atto di affidamento alla Madonna dell’Elemosina, a fine celebrazione. Ma oltre alle scuse per i toni usati c’è anche altro. Pensieri e considerazioni che Renna puntualizza, ribadendo i concetti espressi sul sagrato della basilica. Biancavilla Oggi pubblica qui di seguito il testo integrale delle due lettere, a beneficio della completezza di informazione su una vicenda che ha varcato i confini cittadini, fino a diventare virale con un milione di visualizzazioni finora sfiorato sulla nostra pagina Facebook.
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«Al centro l’uomo piuttosto che Dio?»
Carissimo padre Agrippino, ti ho inviato la lettera che ti chiedo di consegnare al Signor Sindaco con le mie scuse. Ad essa accludo questo breve pensiero.
Mi scuso anche con voi e con il popolo di Biancavilla. Ringrazio quanti di voi sono rimasti in silenzio e chi mi ha fatto notare di aver sbagliato ad arrabbiarmi in modo plateale. Ho voluto ribadire che la S. Messa deve “contenere”, se così si può dire, solo preghiera: l’atto di affidamento alla Madonna del Primo Cittadino deve essere una preghiera. Il testo lo avevo già visto, e francamente avevo pensato che si trattasse del saluto iniziale da fare dopo il tuo, che in futuro auspico sia molto più contenuto.
Quando dopo la preghiera sono iniziati i saluti mi è sembrato fuori luogo. La Santa Messa deve avere la centralità della Parola e dell’Eucarestia. Non è che proprio nei momenti più popolari diamo un messaggio diverso, che rende le nostre liturgie molto “laiche”, con al centro l’uomo piuttosto che Dio? Vi lascio con questa domanda e vi benedico tutti!
Vostro Luigi Arcivescovo
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«La messa non è il “contenitore” di tutto»
Illustrissimo Signor Sindaco, al termine di questi due giorni così travagliati, sento l’esigenza di scriverle. Anzitutto per chiederle sinceramente perdono: “ho perso le staffe” come non avrei dovuto, in un contesto liturgico così caro ai Biancavillesi.
La reazione mia non vuole giustificazioni, ma è opportuno un chiarimento. Al mattino di domenica 30 mi ero sentito con padre Agrippino per chiedere se ci fosse un suo intervento, raccomandandomi che fosse un atto di affidamento della Città alla Madonna. Padre Agrippino mi aveva inviato il testo e, benché non fosse solo una preghiera ma una manifestazione di intenti che si addice più ad un saluto che a una preghiera, ho accettato, per non fare storie.
Quando però lei ha cominciato a salutare, mi sono reso conto che non era più il solito atto di affidamento, con brevi frasi che non c’erano nel testo in mio possesso. Vede, la Santa Messa non può essere il “contenitore” di tutto, anche delle dichiarazioni più belle: ciò che è essenziale è la Parola di Dio, l’omelia, l’Eucaristia e la comunione.
La preghiera finale del primo cittadino è un bel gesto, ma deve essere preghiera; per il resto (saluti e ringraziamenti), c’è il momento di accoglienza prima della Santa Messa. Sono sicuro che ci siamo capiti. Le chiedo scusa per le mie intemperanze e benedico la sua famiglia e la Città che amministra.
Luigi Renna
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Padre Pino Salerno: «Si superi la polemica»
Il contenuto della lettera del vescovo indirizzata al clero biancavillese è stato condiviso e letto ai sacerdoti, in un incontro di preghiera presso la basilica, da padre Pino Salerno, in qualità di vicario foraneo.
«Il sottoscritto Vicario foraneo, unito ai Parroci della città, ci facciamo promotori – si legge in una nota – di questo gesto di profonda umiltà e responsabilità pastorale del nostro Arcivescovo Luigi a auspichiamo che il popolo di Dio e le istituzioni civili possano proseguire nel cammino comune di collaborazione, nel mutuo rispetto delle reciproche sfere e competenze, sotto la protezione della nostra amata Patrona, la Vergine dell’Elemosina.
«Tutto il Clero – prosegue il comunicato – ha evidenziato che, dopo la lettera di scuse inviata dall’Arcivescovo Luigi Renna e il conseguente “chiarimento” accettato con grande senso istituzionale dal Sindaco Antonio Bonanno, mostra solidarietà umana e cristiana al Primo cittadino, sottolineando ancora come il suo operato e la sua devozione alla Madonna dell’Elemosina siano sempre stati improntati alla correttezza e al servizio della cittadinanza».
«Tutto il Clero – si legge ancora – esprime l’auspicio che questo spiacevole “momento” possa trasformarsi in un’opportunità di crescita e di rinnovata sinergia, e formuliamo l’augurio che la comunità ecclesiale e quella civile di Biancavilla proseguano con serenità il loro cammino comune. Che il reciproco rispetto dei ruoli, unito all’affetto condiviso per le nostre radici e per la Vergine dell’Elemosina, resti sempre il faro che guida ogni azione, superando ogni divisione per il bene superiore, la pace e l’armonia dell’intera cittadinanza. Si auspica il superamento immediato di ogni polemica o strumentalizzazione».

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