Politica
«Un Piano di Protezione Civile non aggiornato e scritto col copia-incolla»
La denuncia arriva dal fronte del Pd di Biancavilla: il documento è fondamentale in casi di emergenza
Il Piano Comunale di Protezione Civile non viene aggiornato da oltre 5 anni a Biancavilla. Anzi, nel documento anziché Biancavilla viene citata erroneamente la città di Milazzo. Certamente una svista, dovuta forse ad un copia-incolla fatto da un altro documento. Eppure bisognerebbe essere attenti, visto che il piano «rappresenta uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza della nostra comunità in situazioni di emergenza». A maggior ragione che gli eventi climatici sono sempre più violenti.
La denuncia arriva dal Partito Democratico, attraverso Alfio Distefano e Andrea Ingiulla. «È grave – scrivono – constatare che il documento ufficiale del Comune di Biancavilla, adottato con delibera n. 14 del 19/03/2019, non venga da anni aggiornato, ma soprattutto leggendo il Piano Comunale di Protezione Civile di Biancavilla, ci viene un dubbio: siamo sicuri di abitare a Biancavilla? O magari siamo finiti nel centro di Milazzo, come riportato erroneamente nel documento? Perché se così fosse, ci piacerebbe almeno sapere dove si trova il mare e chi ha spostato l’Etna senza alcun preavviso».
Per queste ragioni, Distefano e Ingiulla si rivolgono all’amministrazione comunale, chiedendo che il piano venga corretto dai refusi e sia aggiornato, «coinvolgendo esperti, cittadini e magari anche qualcuno che sappia usare il “trova e sostituisci”».
Altra richiesta è quella di «aggiornare i numeri di telefono e gli indirizzi delle persone incaricate alla nostra sicurezza, per evitare che, in caso di emergenza, ci risponda qualche ex assessore o ex funzionario comunale già in pensione da anni».
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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