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Cultura

La Pro Loco di Biancavilla è online: «Una vetrina per il nostro territorio»

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Sbarca sul web la Pro Loco di Biancavilla. È online il sito dell’associazione allo scopo di «promuovere, valorizzare ed incentivare il turismo e le attività culturali della città».

Il portale, raggiungibile da prolocobiancavilla.it, inserirà notizie di eventi ed iniziative. Ma contiene già diverse pagine sui cenni storici di Biancavilla, i suoi personaggi, le manifestazioni religiose e i luoghi di interesse. La stesura è stata curata dalla socia Margherita Messina.

«L’identità di un città – ed in questo caso della città di Biancavilla – è costituita da un passato e da un futuro; scopo della Pro Loco è mantenerla e valorizzarla, scavando nel passato per ritrovare usi e tradizioni, proiettandoci nel futuro sostenendo le eccellenze e i talenti che Biancavilla riesce a produrre, per poter vivere al meglio il presente», sottolinea il presidente dell’associazione, Francesco Di Mauro.

«In questa direzione, la Pro Loco di Biancavilla intende unire e sviluppare –specifica– tutte le realtà, nessuna esclusa, che possono concorrere a valorizzare il nostro territorio nei suoi aspetti culturali, storici, turistici ed enogastronomici. Per rendere Biancavilla un posto migliore in cui vivere occorre amarlo, e per amare occorre conoscere».

«Questo sito –conclude Di Mauro– si pone l’obiettivo di far conoscere il nostro territorio e di proporre una vetrina di tutte le realtà e gli eventi che concorrono a migliorarlo affinché la fiamma della tradizione non si spenga mai».

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Cultura

Un avvincente viaggio con Alfio Lanaia ne “La Sicilia dei cento dialetti”

Dopo il grande successo di “Di cu ti dìciunu?”, un nuovo straordinario volume dello studioso biancavillese

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Il suo precedente volume, “Di cu ti dìciunu?“, una puntigliosa ricerca che raccoglie 1200 soprannomi personali e familiari di Biancavilla, ha registrato un travolgente successo. E la casa editrice “Nero su Bianco” ha dovuto provvedere alla ristampa. In tanti – anche all’estero, persino in America, tra i figli e i nipoti di biancavillesi emigrati – hanno apprezzato il lavoro del prof. Alfio Lanaia.

Così, l’autore, sempre per la nostra casa editrice, firma un nuovo, straordinario studio, questa volta con un raggio d’indagine allargato a tutta l’Isola. Si intitola “La Sicilia dei cento dialetti” il volume dedicato alle parole che attraversano i secoli per raccontarci storie e curiosità dell’evoluzione linguistica regionale.

Si comincia con la pasta alla norma e si chiamano in causa un soprano di nome Giuditta e una cuoca di nome Saridda. Poi si passa alla gazzosa e il racconto ci catapulta agli albori della storia, della letteratura e della filosofia. Diciamolo: la gente di Sicilia è strurusa, ma siamo anche un po’ tutti streusi. E non mancano strafallàri e lafannàri. Vi siete mai chiesti perché i birichini sono cunnuteddi? E perché in Sicilia la seccatura è una gran camurrìa? Per questa còppula di subbicenzu. Ecco: abbissati semu.

In un compromesso tra divulgazione e rigore scientifico, Alfio Lanaia (con la prefazione di Iride Valenti dell’Università di Catania) ci accompagna in un appassionante viaggio linguistico, con piglio ironico ed arguto, riservandoci punti di osservazione privilegiati ed originali.

Ci fa scoprire, così, quella dialettalità antica e nuova che nell’Isola resiste e si rigenera, nell’uso orale quotidiano, nelle opere letterarie, sul web, nelle app di messaggistica e nei social network. Pagina dopo pagina, la scoperta suscita una meraviglia crescente per quello che le parole sanno raccontare e per la storia che veicolano. Un volume da leggere con sorriso ed intelligente divertimento.

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