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Libri gratis a chi ha basso reddito: passa la linea di “Giovani in azione”

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Il gruppo dirigente dell’associazione “Giovani in azione”

Settemila euro per l’acquisto di libri di testo delle scuole medie, da destinare poi in comodato d’uso gratuito ai nuclei familiari percettori di basso reddito. La misura è contenuta nel bilancio appena approvato dal Consiglio Comunale. Un provvedimento votato all’unanimità su proposta dei gruppi di Centrodestra, che hanno portato in Aula una battaglia dell’associazione “Giovani in Azione”.

«Si tratta -si legge in un comunicato dell’associazione- in primo luogo di una vittoria per l’intera collettività biancavillese, un’affermazione forte del diritto allo studio e una grande manifestazione di solidarietà sociale».

Soddisfazione da parte del consigliere comunale Mauro Mursia, che, insieme ai consiglieri Ada Vasta e Fabrizio Portale, hanno portato in Aula l’emendamento

«Ho sposato sin dal principio questa battaglia dell’associazione Giovani in Azione -spiega Mursia- sono pienamente soddisfatto che il Consiglio nella sua totalità abbia approvato la nostra proposta».

Angelo D’Urso dell’associazione “Giovani in azione” ringrazia i consiglieri Mursia, Portale e Vasta e  l’intero consiglio comunale «per non essersi fatto sfuggire la grande occasione di tutela della collettività verso la quale hanno fortemente creduto e che oggi vedono fieramente realizzata. Grazie all’approvazione di questo emendamento sarà tutelato il diritto allo studio dei nostri ragazzi e finalmente dal prossimo anno le famiglie economicamente disagiate non dovranno più scegliere se far fronte alle spese di prima necessità o acquistare i libri».

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Politica

Scuole riaperte, a Biancavilla il 75-80% degli alunni è rientrato in classe

Dalla Regione ammonimento ai sindaci che firmano ordinanze di chiusura degli edifici scolastici

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© Foto Biancavilla Oggi

di VITTORIO FIORENZA

Genitori divisi. Da una parte, il fronte di chi sollecita il sindaco a chiudere le scuole perché gli alunni stiano a casa per una maggiore tutela. Dall’altra, coloro che ritengono le aule sicure e gli unici luoghi per garantire un effettivo diritto allo studio. In queste pagine abbiamo ospitato l’appello delle quattro dirigenti scolastiche di Biancavilla per il ritorno alla didattica in presenza. Ma abbiamo anche dato voce alle mamme contrarie.

Il primo giorno di riapertura delle scuole – dopo la pausa imposta con ordinanza del primo cittadino – ha comunque registrato a Biancavilla il 75-80% di presenze, secondo quanto appurato dal Comune con le segreterie scolastiche. Ci sono state alcune classi svuotate quasi per intero, ma nel complesso gli istituti hanno annotato una media di 2-4 assenze per ogni classe.

L’assenza di massa, dunque, non c’è stata, nonostante, fra l’altro, la pioggia battente abbia ulteriormente influito –in maniera “fisiologica”– a fare restare alcuni bambini a casa.

Da entrambi i fronti dei genitori ci sono ragioni legittime, certamente. Ma la decisione del sindaco Antonio Bonanno è stata quella di fare suonare la campanella per il rientro in classe. Anche perché dalla Regione sono arrivati veri e propri ammonimenti a tutti i sindaci –compreso quello di Biancavilla– che hanno adottato le precedenti ordinanze di chiusura.

Basso contagio tra gli alunni

Bonanno e l’assessore alle Politiche scolastiche, Francesco Privitera, lo hanno spiegato a diverse mamme che sono state ricevute al palazzo comunale. Le condizioni per adottare una decisione così drastica vanno appurati, quindi, con il coinvolgimento dell’Asp e degli assessorati regionali alla Salute, all’Istruzione e alla Famiglia. Ma lo screening che ha interessato la popolazione scolastica di Biancavilla (genitori compresi), seppur non nella sua interezza, ha evidenziato un’incidenza del contagio da coronavirus dell’1,4%.

Solo tre bambini risultati positivi, a cui si aggiungono altri 4 sottoposti a tampone nello screening precedente “dedicato” alle tre classi della scuola media “Luigi Sturzo” che erano state poste in isolamento per la positività di un insegnante. Un dato indicativo, certo. Ma sufficiente, secondo l’amministrazione comunale, a mettere di lato un ulteriore provvedimento di chiusura della scuola. Almeno per il quadro delineato in questo momento.      

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