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Cronaca

La “spaccata” in farmacia con auto rubata: preso dopo colluttazione con i carabinieri

Una telefonata anonima fa accorrere i militari: il giovane individuato in casa di parenti, lungo l’elenco delle accuse

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I carabinieri della stazione di Biancavilla hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di Antonino Concetto Ballato, 25enne, poiché ritenuto responsabile di furto aggravato e tentato, porto di armi od oggetti atti ad offendere, possesso ingiustificato di chiavi alterate e resistenza a pubblico ufficiale, nonché dell’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.

Il giovane, dopo aver rubato una Lancia Y nel centro cittadino di Biancavilla, intorno alla mezzanotte ha utilizzato l’utilitaria come ariete per tentare di sfondare, con il metodo cosiddetto della “spaccata”, la vetrata della farmacia Paladino di via Vittorio Emanuele.

La segnalazione, fatta da un anonimo al numero telefonico della locale caserma dei carabinieri, ha consentito alla pattuglia attiva sul territorio di raggiungere in pochi minuti il luogo indicato e di inseguire ed ammanettare, dopo una violenta colluttazione, l’autore del reato che nel frattempo aveva cercato di trovare rifugio in casa di un parente.

Sottoposto a perquisizione personale, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico, nonché di due “spadini” artigianali, ricavati dalle lame seghettate appartenenti in origine a coltelli da cucina.

L’arrestato, assolte le formalità di rito, è stato associato al carcere di Catania Piazza Lanza.                  

Il centro storico di Biancavilla è stato interessato da cinque episodi in meno di due settimane, nonostante le misure restrittive legate all’emergenza “coronavirus”. Tutti con bottini di poche centinaia di euro.

Il primo colpo è stato ai danni di un negozio di ferramenta di via Vittorio Emanuele, poi il turno del bar “Le carrillon” a due passi da piazza Idria, quindi è toccato alla farmacia Di Stefano di via Francesco Crispi e poi nella farmacia Paladino, all’angolo di via Vittorio Emanuele con via Umberto. Il quinto episodio, più eclatante, ancora ai danni della farmacia Paladino. Le accuse al giovane acciuffato dai carabinieri si riferiscono a quest’ultimo.  

Il plaudo del sindaco ai carabinieri

Episodi che avevano creato un certo allarme, anche se i militari hanno lavorato silenziosamente. Interviene per fare loro un plauso, il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno: «In questi giorni, mi sono dovuto trattenere. Sì, mi sono dovuto trattenere dal lasciarmi andare a uscite non consone a chi ricopre cariche istituzionali! Sono andato su tutte le furie nel vedere che nonostante tutto quello che stiamo passando, approfittando che siamo totalmente assorbiti nella lotta a questo maledetto virus, ci sia chi si permette di creare terrore in città compiendo razzie addirittura alle farmacie! Criminali! Mi sono trattenuto, sì. Ma in questi giorni, sono stato in stretto contatto con i carabinieri della nostra Stazione e della Compagnia di Paternò, rimanendo colpito dal grande lavoro compiuto sottotraccia dai militari. Mentre si trovano in prima linea nei controlli al contenimento del virus, con i mezzi a loro disposizione, non si stanno risparmiando. A loro, alle Forze dell’ordine tutte, il mio grazie. Arrivo al dunque: l’autore di questi atti infami (si tratta di una sola parsona), è stato assicurato alla giustizia. Era giusto comunicarvelo. Non ci fermiamo: continuiamo a fare il nostro dovere di cittadini, restando a casa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Controlli della polizia su 264 persone e 121 veicoli, dal centro urbano alle Vigne

Servizio ad ampio raggio degli agenti nei territori di Biancavilla, Adrano, Santa Maria di Licodia e Bronte

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I poliziotti del Commissariato di Adrano hanno eseguito, nel fine settimana di Ferragosto, controlli ad ampio raggio a Bronte, Adrano, Biancavilla, Santa Maria di Licodia. Sorpresi tre conducenti alla guida di veicoli sottoposti a fermo amministrativo con conseguenti sanzioni per 5.952 euro. Complessivamente, identificate 264 persone e controllati 121 veicoli, tra auto e moto.

In particolare, gli agenti sono stati impegnati sulle strade di collegamento e nei principali punti di snodo del traffico veicolare. Posti di controllo, fissi e dinamici, predisposti inoltre nelle zone di villeggiature delle “Vigne”, nei territori di Adrano, Biancavilla, Santa Maria di Licodia.

In questi casi, i cittadini che trascorrono il periodo estivo nelle zone rurali dell’Etna hanno espresso la loro gratitudine ai poliziotti. Non sono mancate occasioni di dialogo con i poliziotti che hanno fornito consigli e suggerimenti per tenersi alla larga da truffatori e malintenzionati.

Una parte significativa degli accertamenti espletati in strada dai poliziotti del Commissariato di Adrano sono stati dedicati al monitoraggio delle condotte tenute da automobilisti e motociclisti. Sono state rilevate alcune infrazioni al Codice della Strada legate all’assenza di copertura assicurativa, alla mancanza della revisione periodica del mezzo e alla guida senza patente e ciò ha determinato rispettivamente il sequestro del mezzo, la sospensione dalla circolazione e il ritiro della patente.

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Cronaca

«Scommesse illegali all’internet point», gestore condannato dalla Cassazione

Chiuso un procedimento lungo sette anni: confermati i pronunciamenti di primo e secondo grado

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È diventata definitiva la condanna per il titolare di un internet point di Biancavilla coinvolto in un’attività di raccolta abusiva di scommesse attraverso un operatore estero privo di concessione in Italia. La Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa, confermando quanto stabilito nei precedenti gradi di giudizio.

La vicenda giudiziaria – come ricostruisce Agipro, l’agenzia di stampa specializzata in giochi e scommesse – era iniziata davanti al Tribunale di Catania, che a fine 2019 aveva riconosciuto la responsabilità dell’imputato. La Corte d’Appello, sei anni dopo, aveva confermato la condanna, concedendo i doppi benefici di legge e subordinando la sospensione condizionale della pena allo svolgimento di un’attività non retribuita a favore della collettività.

A portare i giudici a escludere che si trattasse di un normale servizio di accesso a internet sono stati diversi elementi emersi durante gli accertamenti. All’interno del locale erano presenti una postazione utilizzata per l’attività e un computer collegato a un sito di scommesse. In appena una settimana erano state registrate 2.131 schedine per una somma complessiva di 5.227 euro.

Gli investigatori avevano inoltre individuato un conto di gioco ritenuto riconducibile al gestore dell’esercizio, oltre a numerose ricevute trovate nel cestino del front office e a una cassetta contenente denaro contante. Per i giudici, il complesso di questi elementi ha consentito di ricostruire un’attività che andava oltre la semplice disponibilità di computer e connessione internet ai clienti.

Respinta la ricostruzione della difesa

La difesa aveva sostenuto invece che l’internet point offrisse esclusivamente apparecchiature per la navigazione online e che non vi fosse una vera attività di raccolta delle giocate. La Cassazione non ha accolto questa ricostruzione, ritenendo che l’attività svolta configurasse una forma di intermediazione e raccolta di scommesse.

Il procedimento riguardava quindi un’attività esercitata senza i titoli richiesti dalla normativa italiana, tra cui la concessione necessaria per la raccolta delle scommesse e la licenza di pubblica sicurezza prevista dall’articolo 88 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

La difesa aveva sottoposto alla Suprema Corte dieci motivi di ricorso, contestando diversi aspetti della decisione d’appello. Le censure riguardavano, tra l’altro, la ricostruzione dei fatti, la configurabilità del reato e il trattamento sanzionatorio. La Cassazione le ha dichiarate tutte inammissibili, chiudendo così definitivamente il procedimento.

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