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Chiesa

Rinnovata la confraternita dell’Idria: Vincenzo Lavenia eletto governatore

Fanno parte del direttivo anche Agatino Sergi, Marisa Santangelo, Santi Pellegrino e Gino Nicolosi

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È tra i più giovani governatori di confraternita della diocesi di Catania. Vincenzo Lavenia, 32 anni, eletto alla guida della Confraternita “Santa Maria dell’Idria” di Biancavilla alle elezioni per il rinnovo periodico delle cariche sociali per il triennio 2025-2027 svoltesi presso i locali dell’omonima parrocchia cittadina.

Lavenia, membro del sodalizio sin da subito dopo la sua fondazione, esprime soddisfazione per la fiducia accordatagli dai suoi confratelli. «Spero che la mia elezione e la mia giovane età – dice Lavenia – possano trasmettere ai miei coetanei, e non solo, la voglia di aggregarsi alle realtà confraternali locali e che il mio possa essere un invito alle nuove generazioni ad avvicinarsi e a conoscere il nostro mondo».

Eletti nel direttivo della confraternita anche Agatino Sergi, Marisa Santangelo, Santi Pellegrino e Gino Nicolosi. Lo stesso direttivo si insedierà nelle prossime settimane e il neo governatore Lavenia provvederà a nominare il vice governatore, il segretario e il cassiere.

Il nuovo governatore succede a Giovanni D’Agati, fondatore, insieme alla moglie Valeria Bivona, della confraternita, costituita il 22 gennaio 2010 con il supporto dell’allora parroco Salvatore Nicoletti. Dal Venerdì Santo dello stesso anno la confraternita è parte attiva dei “Tri Misteri” a Biancavilla e porta in processione il simulacro del Cristo crocifisso.

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Chiesa

Renna vs Bonanno, Avvenire: «No abusi liturgici, una lezione per clero e fedeli»

Sul quotidiano della Cei interviene padre Maurizio Patriciello, sacerdote-simbolo della “terra dei fuochi”

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«Occorre tanto discernimento per non mancare di carità, rimanere fedeli alle proprie responsabilità e non permettere a chicchessia di deviare un momento liturgico o di pietà popolare in qualcosa che abbia il sapore della propaganda. Era questo l’intento del sindaco Bonanno? Nessuno può dirlo e personalmente non lo credo. Poteva Renna sorvolare su questo, diciamo, sconfinamento? Non lo so, ma se ha ritenuto di farlo aveva le sue buone ragioni».

Interviene pure Avvenire, il giornale dei vescovi italiani, sulla plateale polemica che ha contrapposto l’arcivescovo di Catania, Luigi Renna, al sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, interrotto mentre faceva “atto di affidamento” alla Madonna dell’Elemosina. Interrotto perché – secondo il presule – non si stava limitando a leggere una preghiera, ma un intervento articolato e ritenuto fuori dal proprio ruolo all’interno della funzione religiosa.

L’intervento del prete anti-camorra

Il quotidiano affida a Maurizio Patriciello, sacerdote-simbolo della Terra dei fuochi e della lotta alla camorra, il commento di quanto avvenuto, diventato virale sui social dopo che Biancavilla Oggi ha ricostruito i termini e i contenuti della polemica, in piazza Collegiata, davanti alla folla di fedeli.

L’intervento di Renna – ecco il punto centrale – non va letto come un semplice quanto clamoroso “richiamo” al primo cittadino. La sfuriata del vescovo si rivolge al clero locale e a chi ha responsabilità organizzative, che avrebbero dovuto prevenire ed evitare quell’incidente.

«Di certo, la sua – si legge nel commento di Patriciello – è stata una lezione non solo per il proprio clero e i propri fedeli, ma per tutti i cattolici d’Italia. Renna ci ha ricordato che la Chiesa non è nostra, il rispetto per le regole liturgiche non è facoltativo, il rischio di confondere e offendere i credenti deve essere evitato a tutti i costi».

E poi un auspicio: «Mentre scrivo credo che il sindaco di Biancavilla e l’arcivescovo di Catania, da veri galantuomini, siano già tornati a stringersi la mano e a gustarsi un buon caffè. Rimane la lezione. A buon intenditor poche parole».

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Chiesa

Il vescovo Renna s’infuria con il sindaco Bonanno e nega la benedizione papale

Duro intervento del presule, che interrompe il primo cittadino nell’atto di affidamento alla Madonna

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Il volto tesissimo, l’espressione infastidita. Di più: visibilmente irritata. L’arcivescovo di Catania, Luigi Renna, infuriato contro il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, mentre era davanti alla Sacra Icona e ad una piazza affollata per il consueto “atto di affidamento” alla Madonna dell’Elemosina. Non ha fatto nemmeno in tempo a pronunciare la formula di rito ché il vescovo lo ha interrotto, facendogli una lavata di capo per poi chiudere bruscamente la celebrazione e ritirarsi velocemente in basilica, negando persino di impartire la benedizione papale. Una scena che ha sbalordito e che neppure la prontezza del coro, intonando i canti finali, è riuscita ad offuscare.

Piazza Collegiata era gremita di fedeli per la festa estiva in onore di Maria Santissima dell’Elemosina alla presenza dell’eparca di Piana degli Albanesi, mons. Raffaele De Angelis. Una funzione lunga, carica, non senza distrazioni, celebrata all’esterno, sul sagrato della chiesa, dall’arcivescovo etneo. È lo stesso Renna a chiamare il primo cittadino sul sagrato per la consueta preghiera dedicata alla Madonna e l’omaggio floreale. Antonio Bonanno, in fascia tricolore, si posiziona a fianco all’Icona, rivolto verso la piazza. Ecco il primo richiamo di Renna: «Si rivolga alla Madonna, perché è una preghiera». E aggiunge: «Solo la preghiera».

Ma il sindaco legge un intervento articolato: le radici di Biancavilla, il pensiero alle persone fragili e in difficoltà, il ruolo delle istituzioni, della Chiesa e della comunità, l’impegno ad essere «pionieri coraggiosi», auspicato al cospetto della «dolcissima Madre». Toni e parole marcatamente retorici, come suscita (o richiede) il contesto. Un accenno alla donna 72enne morta per un malore in strada, proprio mentre stava recandosi alla solenne celebrazione. Poi, i ringraziamenti al vescovo e al vicario foraneo e parroco, padre Pino Salerno…

Immediata, a questo punto, l’interruzione di Renna, ritenendo quello del sindaco uno “sconfinamento” del proprio ruolo nel perimetro liturgico: «Bene, bene, solo la preghiera. È finito il discorso. “Il Signore sia con voi”». E rivolgendosi a Bonanno: «Dobbiamo imparare che la preghiera è atto di affidamento. I saluti, nella liturgia, li fa solo l’arcivescovo, come ripeto tante volte ma poi mi costringete a fare queste brutte figure. Chi presiede l’eucaristia è l’arcivescovo. Non c’è neppure la benedizione papale!». Padre, Figlio e Spirito santo. E via, in tutta fretta, all’interno della basilica. La musica, il canto. Bonanno che scende, mesto, i gradini. La messa è finita. Ci si prepara – senza il vescovo – alla processione, in un vespaio di discussioni e facce sbigottite.

La reazione di Bonanno: «Amarezza e incredulità»

«Ho vissuto con profonda amarezza e incredulità quanto accaduto davanti alla Sacra Icona della Madonna dell’Elemosina. L’interruzione del mio intervento e la mancata benedizione papale da parte dell’Arcivescovo Renna, davanti a una piazza gremita, sono stati gesti che fatico a capire e che ritengo incomprensibile per un Pastore. Non è un fatto personale: è una mancanza di rispetto verso tutta Biancavilla».

Sono le parole del sindaco Antonio Bonanno rispetto a quanto accaduto la sera prima, sul sagrato della basilica, con il brusco intervento dell’arcivescovo.

«Ciò che più mi addolora – dice il primo cittadino – è che il testo dell’Atto di Affidamento era stato inviato in anteprima all’Arcivescovo, senza che mi fosse stata sollevata alcuna osservazione. Negli anni passati, alla sua presenza, ho sempre rivolto il mio ringraziamento alla Chiesa locale e al Prevosto, senza che mai fosse stato contestato».

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