Fuori città
Al Dipartimento di Salute mentale un presepe degli ospiti del “Cenacolo”
L’opera è frutto di un percorso riabilitativo: è stata costruita attraverso materiali poveri e di riciclo
Allestito un artistico presepe al centro diurno del Dipartimento di Salute Mentale di Catania. A realizzato sono stati gli ospiti della Comunità Terapeutica Assistita “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla.
L’opera è frutto di un lavoro inserito in un percorso riabilitativo e costruito attraverso materiali poveri e di riciclo. Ripresi, nella scenografia, l’ambiente e i personaggi tipici del territorio siciliano ed in particolare quello della zona etnea.
Alla presentazione sono intervenuti, per il “Cenacolo”, il direttore generale Giosuè Greco, il direttore sanitario Giampaolo Di Pietro, la pedagogista Ilenia Nicotra e gli educatori Antonella Salomone e Filadelfio Grasso (curatore del Laboratorio prassico manuale), e una rappresentanza di ospiti.
Per il Dipartimento di Salute Mentale hanno presenziato il direttore Carmelo Florio e la terapista della riabilitazione psichiatrica Valeria Carulli con alcuni utenti che frequentano il Centro Diurno catanese.
La dirigenza dipartimentale ha espresso parole di apprezzamento per la qualità espositiva, «frutto di un impegno portato avanti con passione e per il messaggio di fede e di amore che da tale gesto scaturisce». Ed infine un ringraziamento per il segno compiuto e l’attenzione avuta nei riguardi di chi vive la stessa fragilità e frequenta i locali del Centro sito nel cuore della città.
Anche quest’anno ulteriori presepi realizzati con le stesse modalità, sono stati allestiti dalla Comunità “Cenacolo”, in strutture sanitarie, locali commerciali, chiese ed edifici pubblici non solo a Biancavilla ma anche nei comuni di Adrano e Centuripe.
Per Salvuccio Furnari, che ha coordinato il raccordo con i vari enti che accolgono ed espongono tali allestimenti della Natività, «l’iniziativa rappresenta il segno evidente di una presenza viva e operante della Comunità nel territorio, anche con il coinvolgimento di forme e di espressioni di volontariato».
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Fuori città
Gli alunni di Castelvetro incantati dal coraggio morale di Gerardo Sangiorgio
La vicenda del biancavillese sopravvissuto ai lager raccontata dal figlio Placido in una scuola modenese
Un incontro intenso e profondamente formativo per gli alunni della classe quinta del plesso “Don Gatti” dell’Istituto comprensivo di Castelvetro di Modena. Protagonista il prof. Placido Antonio Sangiorgio, figlio di Gerardo Sangiorgio, il soldato biancavillese che deportato dai tedeschi e rinchiuso nei lager nazisti. Da quell’inferno uscì profondamente segnato per la sola “colpa” del suo coraggioso rifiuto ad aderire alla Repubblica di Salò.
Organizzata da Giuseppe Gugliuzzo, nostro collaboratore e insegnante biancavillese in quella scuola, l’iniziativa ha visto la partecipazione degli insegnanti Elisabetta Scardozzi, Roberta Casalini, Maria Luisa D’Anna, Marco Uguzzoni e altri docenti, sotto la guida della dirigente scolastica Maria Ghiddi.
La testimonianza del prof. Sangiorgio ha catturato l’attenzione dei bambini fin dalle sue prime parole. Attraverso il racconto diretto della storia del padre – un uomo che scelse la libertà e la coerenza morale anche a costo della prigionia e della stessa vita – i piccoli alunni hanno potuto toccare con mano uno dei capitoli più drammatici della nostra storia recente.
«L’incontro con il professor Sangiorgio ha rappresentato un’importante occasione di educazione alla memoria e alla cittadinanza attiva», sottolineano le insegnanti. «Attraverso il racconto diretto di una storia familiare, i bambini hanno potuto avvicinarsi a un periodo storico complesso in modo autentico ed emotivamente coinvolgente».
La didattica delle emozioni
Gli alunni hanno partecipato con grande vivacità, ponendo domande significative e dimostrando una sensibilità sorprendente verso i valori di libertà, coraggio e dignità umana. L’ascolto è stato attento e partecipe, trasformando la lezione di Storia in un’esperienza viva e condivisa.
I bambini hanno trasformato le emozioni in concrete attività didattiche: ciascuno ha realizzato una biografia di Gerardo Sangiorgio accompagnata da un disegno personale. I lavori, ricchi di colori e di dettagli toccanti, provano quanto la testimonianza sia stata interiorizzata e rielaborata con creatività e profondità.
«Esperienze come questa contribuiscono a costruire una memoria consapevole – affermano le insegnanti – aiutando gli alunni a comprendere l’importanza di difendere i valori democratici, della pace e del rispetto dei diritti umani, affinché tragedie come quelle vissute durante la deportazione non abbiano mai più a ripetersi».
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Fuori città
Applausi per la corale dell’Idria alla rassegna siciliana di Casalvecchio
Diretto da Filadelfio Grasso, il gruppo ha proposto pure un brano popolare in dialetto biancavillese
Applausi e apprezzamenti per la corale della parrocchia “Santa Maria dell’Idria” di Biancavilla. Il gruppo, diretto da Filadelfio Grasso, ha partecipato alla rassegna dei Cori Parrocchiali di Sicilia, giunta alla sua quinta edizione. L’evento, a Casalvecchio Siculo (in provincia di Messina) si è svolto in concomitanza con la 32ª edizione della Festa della Musica, dedicata al tema “La voce dei luoghi” per mettere al centro le corali e l’identità del territorio.
La corale biancavillese ha partecipato con entusiasmo, presentando alcuni brani in polifonia. Tra questi il canto tratto da una preghiera popolare in dialetto diancavillese: “Iú vi salutu”, orazione che le nostre nonne recitavano alla Madonna nei momenti di necessità… Tutti i brani proposti, accompagnati alla tastiera da Salvatore Barbagallo, sono stati apprezzati ed applauditi a lungo dal numeroso pubblico.
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