Fuori città
Al Dipartimento di Salute mentale un presepe degli ospiti del “Cenacolo”
L’opera è frutto di un percorso riabilitativo: è stata costruita attraverso materiali poveri e di riciclo
Allestito un artistico presepe al centro diurno del Dipartimento di Salute Mentale di Catania. A realizzato sono stati gli ospiti della Comunità Terapeutica Assistita “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla.
L’opera è frutto di un lavoro inserito in un percorso riabilitativo e costruito attraverso materiali poveri e di riciclo. Ripresi, nella scenografia, l’ambiente e i personaggi tipici del territorio siciliano ed in particolare quello della zona etnea.
Alla presentazione sono intervenuti, per il “Cenacolo”, il direttore generale Giosuè Greco, il direttore sanitario Giampaolo Di Pietro, la pedagogista Ilenia Nicotra e gli educatori Antonella Salomone e Filadelfio Grasso (curatore del Laboratorio prassico manuale), e una rappresentanza di ospiti.
Per il Dipartimento di Salute Mentale hanno presenziato il direttore Carmelo Florio e la terapista della riabilitazione psichiatrica Valeria Carulli con alcuni utenti che frequentano il Centro Diurno catanese.
La dirigenza dipartimentale ha espresso parole di apprezzamento per la qualità espositiva, «frutto di un impegno portato avanti con passione e per il messaggio di fede e di amore che da tale gesto scaturisce». Ed infine un ringraziamento per il segno compiuto e l’attenzione avuta nei riguardi di chi vive la stessa fragilità e frequenta i locali del Centro sito nel cuore della città.
Anche quest’anno ulteriori presepi realizzati con le stesse modalità, sono stati allestiti dalla Comunità “Cenacolo”, in strutture sanitarie, locali commerciali, chiese ed edifici pubblici non solo a Biancavilla ma anche nei comuni di Adrano e Centuripe.
Per Salvuccio Furnari, che ha coordinato il raccordo con i vari enti che accolgono ed espongono tali allestimenti della Natività, «l’iniziativa rappresenta il segno evidente di una presenza viva e operante della Comunità nel territorio, anche con il coinvolgimento di forme e di espressioni di volontariato».
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Fuori città
Il tennis che si fa “poesia” con il bis di Rachele Rapisarda e Marco Di Fazio
Gran finale alle Vigne per la sesta edizione del torneo “Ciuri di Mungibeddu” con 50 partecipanti
Prima il 2-6 che sembrava indirizzare la finale da tutt’altra parte. Poi un secondo set strappato al tie-break e, infine, quei dieci punti decisivi che hanno completato la rimonta. Rachele Rapisarda e Marco Di Fazio, portacolori del Tennis Club Adrano, vincono per il secondo anno consecutivo il torneo di doppio misto “Ciuri di Mungibeddu”, giunto alla sua sesta edizione.
Sul campo di Casa Rapisarda, in zona Vigne a Biancavilla, la finale ha regalato il copione migliore per chiudere settimane di tennis. Dall’altra parte della rete Ugo e Giulia La Farina, padre e figlia del Tennis Club Match Ball di Mascalucia, capaci di aggiudicarsi nettamente il primo set. Rapisarda e Di Fazio hanno rimesso in equilibrio l’incontro nel secondo, vinto 7-6, prima del 10-7 nel match tie-break che ha completato la rimonta e consegnato loro il torneo.
Sul terzo gradino del podio sono saliti Massimo Caggegi di Zafferana Etnea e Letizia Bonanno di Nicolosi.
Sono state 25 le coppie partecipanti, cinquanta giocatori arrivati da diversi centri del territorio etneo. Un numero che racconta la crescita di una manifestazione nata quasi per gioco e diventata, edizione dopo edizione, un appuntamento capace di richiamare sempre più appassionati. Il doppio misto resta la sua cifra caratteristica: coppie diverse per età ed esperienza, agonisti e amatori, accomunati dalla voglia di giocare e stare insieme.
A curare l’organizzazione del torneo, insieme alla famiglia Rapisarda, anche i maestri Piero Di Fazio e Lidia Bondor, mentre la finale è stata arbitrata da Giovanni Caruso.
L’intuizione del poeta Giuseppe Tomasello
Sei edizioni cominciano a essere una storia. E quella di “Ciuri di Mungibeddu” parla di tennis e di amicizia. Alle Vigne di Biancavilla si gioca, si fa il tifo, si scherza tra un incontro e l’altro e ci si ritrova attorno alla stessa passione. Casa Rapisarda apre ogni anno il proprio campo alla competizione, conservando quel clima familiare e sereno che accompagna il torneo fin dalla sua nascita.
Del resto, tutto cominciò dall’intuizione di un poeta. Fu Giuseppe Tomasello, “Puddu” per tanti biancavillesi, poeta contadino, scrittore e profondo conoscitore della cultura popolare della sua terra, a immaginare il torneo. Anche il nome porta la sua impronta e richiama la rassegna poetica “Ciuri di Mungibeddu”, che per anni aveva fatto incontrare a Biancavilla poeti dialettali provenienti da tutta la Sicilia. Dai versi alla terra rossa, Tomasello aveva trovato un legame sorprendentemente naturale. Era lui a definire il tennis «così bello, armonico ed elegante da sembrare una vera poesia».
Memoria e legame familiare
Dopo la sua scomparsa, il torneo porta anche il suo nome ed è diventato Memorial Giuseppe Tomasello. Ogni nuova edizione continua così un’intuizione nata dalla sua capacità di mettere insieme persone, passioni e territorio. Quest’anno c’è anche un filo familiare a legare memoria e risultato sportivo: Rachele Rapisarda, pronipote di Tomasello, conquista nuovamente il torneo insieme a Marco Di Fazio, confermando il successo dello scorso anno.
Dal primo appuntamento del 2021 a oggi, “Ciuri di Mungibeddu” è cresciuto insieme alla passione per il tennis, sport che negli ultimi anni sta vivendo in Italia una stagione di straordinaria popolarità. A Biancavilla questa passione ha assunto una forma particolare: cinquanta giocatori, un campo tra le Vigne, il gusto della competizione e soprattutto il piacere di ritrovarsi. Sei edizioni dopo, l’idea di Giuseppe Tomasello continua così a produrre “ciuri”: quelli che nascono dall’amicizia, dall’incontro e da una pallina che continua a passare da una parte all’altra della rete.
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Fuori città
Lo “Slalom Città di Ucria” conquistato dal pilota biancavillese Silvio Fiore
Miglior punteggio assoluto 157,36: un’altra affermazione importante nella stagione 2026
Silvio Fiore torna sul gradino più alto del podio a Ucria, nel Messinese. Il pilota di Biancavilla ha conquistato la vittoria nella quinta edizione dello «Slalom Città di Ucria», imponendosi al termine delle tre manche della gara organizzata dall’Asd Ucria Racing.
Fiore, al volante della sua Radical SR4 1150, ha chiuso la competizione con il miglior punteggio assoluto di 157,36. Decisiva la seconda manche, nella quale il pilota biancavillese ha fatto segnare il tempo di 2’37”36, senza penalità, risultato che gli ha consentito di precedere tutti gli avversari.
Alle sue spalle si è classificato il catanese Gabriele Di Bartolo, su Gloria B5, con 160,90 punti. Terzo posto per il messinese Giovanni Greco, al volante di una Radical SR4 1600, con 164,55 punti.
Per Fiore si tratta di un’altra affermazione importante nella stagione 2026. Il pilota etneo aveva già conquistato lo Slalom Città di Raccuja lo scorso luglio, firmando in quell’occasione il secondo successo consecutivo nella competizione dei Nebrodi.
A Ucria, dunque, arriva un nuovo sigillo per il pilota di Biancavilla, che conferma il proprio momento positivo nelle competizioni tra i birilli. La gara era valida per il Trofeo d’Italia Sud, il Campionato Siciliano Slalom, il Campionato Sociale AC Messina e il Trofeo dei Nebrodi, oltre ad assegnare il Memorial Vincenzo Belladonna.
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