Istituzioni
Centro per la famiglia, al Comune assegnato un finanziamento regionale
Stanziamento di 100mila euro per ampliare l’ascolto e l’assistenza offerti dai Servizi sociali
La Regione Sicilia ha stanziato 100mila euro a favore del Comune di Biancavilla per la creazione del Centro per la Famiglia. Un’iniziativa che permetterà di potenziare l’area dei servizi sociali e di garantire un aiuto tangibile ai nuclei familiari, ai genitori e ai giovani del territorio.
La nuova struttura rappresenterà un punto di riferimento per: sostegno alla genitorialità e alle famiglie; ascolto e supporto psicologico per genitori e adolescenti; prevenzione del disagio minorile e giovanile; mediazione familiare; orientamento ai servizi e alle misure di sostegno economico.
I Centri per la famiglia sono luoghi accessibili a tutta la cittadinanza, dove è possibile ricevere ascolto, orientamento e assistenza. Spazi in cui famiglie, genitori, bambini e ragazzi possono ottenere informazioni sui servizi disponibili, dialogare con operatori qualificati e prendere parte ad attività dedicate. L’obiettivo è costruire una rete di mutuo aiuto tra famiglie, istituzioni e realtà locali, promuovendo inclusione sociale, collaborazione e sostegno reciproco. I centri contribuiscono inoltre a fronteggiare situazioni di fragilità prima che si trasformino in criticità più gravi.
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Istituzioni
Piazza Martiri d’Ungheria tra incuria e spaccio: al via i lavori per 250mila euro
Fondi regionali per l’avvio di un intervento di riqualificazione di uno spazio cittadino spesso dimenticato
Con un finanziamento regionale di 250mila euro, al via i lavori per il rifacimento di piazza Martiri d’Ungheria. L’intervento riguarda uno spazio del quartiere “Casina”: un piccolo polmone verde realizzato alla fine degli anni Ottanta, che ora merita una nuova vita. Sul posto, per la formale consegna dei lavori, l’assessore Vincenzo Giardina con progettisti, personale comunale e ditta incaricata dell’opera.
Piazza Martini d’Ungheria, come più volte ha evidenziato Biancavilla Oggi con segnalazioni da parte dei residenti della zona, si è presentata spesso come uno spazio abbandonato e lasciato all’incuria. Verde non curato, cumuli di rifiuti, schiamazzi e risse, oltre all’ombra di un’attività di spaccio di stupefacenti hanno caratterizzato il luogo negli ultimi anni.
«Con questi fondi potremo dare un nuovo volto alla piazza: nuove panchine, più alberi e giochi tutti nuovi per i nostri bambini», sottolineano Giardina e il sindaco Antonio Bonanno. «Un cantiere dopo l’altro – concludono – stiamo portando la rigenerazione in ogni quartiere: nessuna zona resta indietro».
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“Liberi di scegliere”, lezione a scuola per spezzare le catene criminali
Incontro con la presidente della Commissione antimafia, Chiara Colosimo, e il magistrato Roberto Di Bella
La possibilità di spezzare il legame con gli ambienti mafiosi e costruire un futuro diverso. È il tema al centro dell’incontro che si è svolto a Biancavilla, davanti agli studenti dell’Istituto comprensivo “Antonio Bruno”, con la partecipazione della presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, e del presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania, Roberto Di Bella.
Al centro dell’iniziativa il progetto “Liberi di Scegliere”, nato da un’intuizione del magistrato Di Bella e diventato legge dello Stato. L’obiettivo è offrire ai minori che crescono in contesti mafiosi la possibilità di intraprendere percorsi di vita alternativi alla criminalità, attraverso interventi di ascolto, sostegno e accompagnamento.
Finora circa 200 giovani hanno beneficiato del progetto. Con la piena operatività della nuova normativa, il numero dei destinatari potrebbe raddoppiare, con un ampliamento degli interventi anche a donne e bambini. Secondo le stime, la legge potrebbe contribuire a sottrarre alle organizzazioni criminali circa 400 minori.
«Sottrarre alla criminalità 400 minori»
«Questo – ha spiegato la presidente Chiara Colosimo – vuol dire 400 possibili leve della criminalità organizzata che tornano nelle mani amorevoli dello Stato. Vuol dire innanzitutto dire a territori come questo, e a territori anche lontani da qui, come la Campania o la Calabria, che lo Stato c’è e che battere la criminalità organizzata è possibile».
La presidente della Commissione parlamentare Antimafia ha riferito che sono già in corso le attività per individuare i primi destinatari della misura, sulla base dei provvedimenti emessi dai tribunali prima dell’entrata in vigore della legge e delle nuove richieste presentate dagli uffici giudiziari.
Colosimo ha inoltre espresso l’auspicio che la prima donna coinvolta nel progetto possa essere una ragazza che ha trovato il coraggio di allontanarsi dal marito, attualmente sottoposto al regime detentivo del 41 bis.
«Salvare i figli dei mafiosi»
Sul funzionamento del progetto e sui risultati raggiunti è intervenuto Di Bella, presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania: «A Catania si è pentito un boss di livello apicale dopo il nostro intervento sui nipoti, ma anche chi sta al 41 bis sta incoraggiando il progetto. Devo dire che in questo momento c’è una condivisione importante, noi offriamo a queste persone l’opportunità di salvezza per i loro figli, tocchiamo quello che forse è il sentimento più autentico dell’umanità che è l’amore filiale».
Il magistrato ha illustrato le modalità di intervento, precisando che l’allontanamento dei minori dalle famiglie rappresenta una misura residuale, riservata alle situazioni più estreme. Il lavoro si concentra soprattutto sul territorio, attraverso il reinserimento scolastico e percorsi di educazione alla legalità.
«Non allontaniamo tutti, ci muoviamo moltissimo sul territorio, riportando i ragazzi a scuola, coinvolgendoli in percorsi di educazione alla legalità. Gli allontanamenti sono residuali, soltanto nelle situazioni estreme».
«Il destino delle nuove generazioni è la priorità che guida il nostro agire amministrativo. Grazie anche al decreto Caivano, stiamo lavorando con determinazione contro l’abbandono scolastico, che – ha aggiunto il sindaco Antonio Bonanno – troppo spesso apre la strada a scelte sbagliate e a un vuoto di valori. Ogni ragazzo che riportiamo sui banchi, che riscopre il senso della legalità e ritrova fiducia nel domani, è un mattone che rimettiamo nella costruzione della nostra comunità».
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