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Dino Distefano, il biancavillese fellow della Royal Academy of Engineering

Nuovo riconoscimento internazionale per l’informatico ritenuto al top dell’innovazione tecnologica

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Un nuovo importante riconoscimento internazionale per Dino Distefano. L’informatico e ricercatore originario di Biancavilla è stato eletto Fellow della Royal Academy of Engineering. Si tratta di una delle più autorevoli istituzioni britanniche nel campo dell’ingegneria e della tecnologia.

Il suo nome figura nell’elenco dei 75 nuovi fellows dell’Academy nel 2026, nell’anno in cui l’istituzione celebra il 50° anniversario della propria fondazione. La Royal Academy of Engineering riunisce una comunità di oltre 1.700 ingegneri e innovatori nel Regno Unito e nel mondo. La cerimonia ufficiale di ammissione dei nuovi Fellows è prevista a Londra il 19 ottobre.

Per Distefano si tratta di un riconoscimento che si inserisce in un percorso scientifico e professionale sviluppatosi soprattutto nel Regno Unito, ma iniziato in Sicilia. Cresciuto a Biancavilla, ha studiato Informatica all’Università di Pisa e ha conseguito il dottorato all’Università di Twente, nei Paesi Bassi. Successivamente si è trasferito a Londra, dove ha sviluppato la sua attività di ricerca nel campo della verifica automatica del software.

Oggi Distefano è professore di Software Verification alla Queen Mary University of London e Research Engineer presso Anthropic. La Royal Academy of Engineering lo ha riconosciuto per i suoi importanti contributi alla verifica automatica del codice sorgente e all’analisi dei programmi.

Le sue “invenzioni” usate da Facebook, WhatsApp, Amazon e Microsoft

Tra i risultati più significativi della sua attività scientifica c’è la co-invenzione di Infer, uno strumento open source di analisi statica del software utilizzato, tra gli altri, da Facebook, Amazon e Microsoft. Distefano ha inoltre sviluppato strumenti per l’analisi automatica della privacy, destinati ad aiutare i programmatori di WhatsApp nello sviluppo di codice in grado di preservare la privacy degli oltre 2,5 miliardi di utenti della piattaforma.

Più recentemente, la sua attività di ricerca ha riguardato anche il reinforcement learning, con applicazioni al ragionamento semantico sul codice nei modelli linguistici di frontiera sviluppati da Anthropic.

La ricerca scientifica di Distefano ha avuto anche una significativa applicazione industriale. Nel 2009 è stato tra i fondatori di Monoidics, società tecnologica nata per trasformare in strumenti concreti i risultati della ricerca sulla verifica automatica dei programmi. Nel 2013 Monoidics è stata acquisita da Facebook.

Distefano “decorato” nel Regno Unito

L’esperienza di Infer ha rappresentato uno dei passaggi più significativi della carriera di Distefano: il sistema è stato sviluppato per individuare automaticamente determinati errori nei programmi e contribuire a rendere il software più affidabile e sicuro. La tecnologia è stata successivamente resa open source e ha trovato applicazione nello sviluppo di software su larga scala.

Quello della Royal Academy of Engineering non è, peraltro, il primo importante riconoscimento ottenuto dal ricercatore biancavillese. Nel 2012 gli era stato assegnato il Roger Needham Award della British Computer Society e nel 2014 aveva ricevuto proprio dalla Royal Academy of Engineering la Silver Medal per il suo contributo alla ricerca ingegneristica e alla sua applicazione. Ha inoltre ricevuto altri riconoscimenti internazionali nel campo dell’informatica e della verifica del software.

L’elezione a Fellow rappresenta quindi un nuovo capitolo di una carriera scientifica costruita tra università, ricerca e industria tecnologica. E porta ancora una volta il nome di Biancavilla all’interno di una delle comunità scientifiche e tecnologiche più importanti del Regno Unito.

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Il tennis che si fa “poesia” con il bis di Rachele Rapisarda e Marco Di Fazio

Alle Vigne finalissima della sesta edizione del torneo “Ciuri di Mungibeddu” con 50 partecipanti

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Prima il 2-6 che sembrava indirizzare la finale da tutt’altra parte. Poi un secondo set strappato al tie-break e, infine, quei dieci punti decisivi che hanno completato la rimonta. Rachele Rapisarda e Marco Di Fazio, portacolori del Tennis Club Adrano, vincono per il secondo anno consecutivo il torneo di doppio misto “Ciuri di Mungibeddu”, giunto alla sua sesta edizione.

Sul campo di Casa Rapisarda, in zona Vigne a Biancavilla, la finale ha regalato il copione migliore per chiudere settimane di tennis. Dall’altra parte della rete Ugo e Giulia La Farina, padre e figlia del Tennis Club Match Ball di Mascalucia, capaci di aggiudicarsi nettamente il primo set. Rapisarda e Di Fazio hanno rimesso in equilibrio l’incontro nel secondo, vinto 7-6, prima del 10-7 nel match tie-break che ha completato la rimonta e consegnato loro il torneo.

Sul terzo gradino del podio sono saliti Massimo Caggegi di Zafferana Etnea e Letizia Bonanno di Nicolosi.

Sono state 25 le coppie partecipanti, cinquanta giocatori arrivati da diversi centri del territorio etneo. Un numero che racconta la crescita di una manifestazione nata quasi per gioco e diventata, edizione dopo edizione, un appuntamento capace di richiamare sempre più appassionati. Il doppio misto resta la sua cifra caratteristica: coppie diverse per età ed esperienza, agonisti e amatori, accomunati dalla voglia di giocare e stare insieme.

A curare l’organizzazione del torneo, insieme alla famiglia Rapisarda, anche i maestri Piero Di Fazio e Lidia Bondor, mentre la finale è stata arbitrata da Giovanni Caruso.

L’intuizione del poeta Giuseppe Tomasello

Sei edizioni cominciano a essere una storia. E quella di “Ciuri di Mungibeddu” parla di tennis e di amicizia. Alle Vigne di Biancavilla si gioca, si fa il tifo, si scherza tra un incontro e l’altro e ci si ritrova attorno alla stessa passione. Casa Rapisarda apre ogni anno il proprio campo alla competizione, conservando quel clima familiare e sereno che accompagna il torneo fin dalla sua nascita.

Del resto, tutto cominciò dall’intuizione di un poeta. Fu Giuseppe Tomasello, “Puddu” per tanti biancavillesi, poeta contadino, scrittore e profondo conoscitore della cultura popolare della sua terra, a immaginare il torneo. Anche il nome porta la sua impronta e richiama la rassegna poetica “Ciuri di Mungibeddu”, che per anni aveva fatto incontrare a Biancavilla poeti dialettali provenienti da tutta la Sicilia. Dai versi alla terra rossa, Tomasello aveva trovato un legame sorprendentemente naturale. Era lui a definire il tennis «così bello, armonico ed elegante da sembrare una vera poesia».

Memoria e legame familiare

Dopo la sua scomparsa, il torneo porta anche il suo nome ed è diventato Memorial Giuseppe Tomasello. Ogni nuova edizione continua così un’intuizione nata dalla sua capacità di mettere insieme persone, passioni e territorio. Quest’anno c’è anche un filo familiare a legare memoria e risultato sportivo: Rachele Rapisarda, pronipote di Tomasello, conquista nuovamente il torneo insieme a Marco Di Fazio, confermando il successo dello scorso anno.

Dal primo appuntamento del 2021 a oggi, “Ciuri di Mungibeddu” è cresciuto insieme alla passione per il tennis, sport che negli ultimi anni sta vivendo in Italia una stagione di straordinaria popolarità. A Biancavilla questa passione ha assunto una forma particolare: cinquanta giocatori, un campo tra le Vigne, il gusto della competizione e soprattutto il piacere di ritrovarsi. Sei edizioni dopo, l’idea di Giuseppe Tomasello continua così a produrre “ciuri”: quelli che nascono dall’amicizia, dall’incontro e da una pallina che continua a passare da una parte all’altra della rete.

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Fuori città

Lo “Slalom Città di Ucria” conquistato dal pilota biancavillese Silvio Fiore

Miglior punteggio assoluto 157,36: un’altra affermazione importante nella stagione 2026

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Silvio Fiore torna sul gradino più alto del podio a Ucria, nel Messinese. Il pilota di Biancavilla ha conquistato la vittoria nella quinta edizione dello «Slalom Città di Ucria», imponendosi al termine delle tre manche della gara organizzata dall’Asd Ucria Racing.

Fiore, al volante della sua Radical SR4 1150, ha chiuso la competizione con il miglior punteggio assoluto di 157,36. Decisiva la seconda manche, nella quale il pilota biancavillese ha fatto segnare il tempo di 2’37”36, senza penalità, risultato che gli ha consentito di precedere tutti gli avversari.

Alle sue spalle si è classificato il catanese Gabriele Di Bartolo, su Gloria B5, con 160,90 punti. Terzo posto per il messinese Giovanni Greco, al volante di una Radical SR4 1600, con 164,55 punti.

Per Fiore si tratta di un’altra affermazione importante nella stagione 2026. Il pilota etneo aveva già conquistato lo Slalom Città di Raccuja lo scorso luglio, firmando in quell’occasione il secondo successo consecutivo nella competizione dei Nebrodi.

A Ucria, dunque, arriva un nuovo sigillo per il pilota di Biancavilla, che conferma il proprio momento positivo nelle competizioni tra i birilli. La gara era valida per il Trofeo d’Italia Sud, il Campionato Siciliano Slalom, il Campionato Sociale AC Messina e il Trofeo dei Nebrodi, oltre ad assegnare il Memorial Vincenzo Belladonna.

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