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Lombardiani di Biancavilla: «Verdetto giusto, dopo anni di sofferenza»

L’ex governatore assolto in Appello da tutte le accuse, intervento del gruppo storico locale

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Intervento dei lombardiani di Biancavilla, dopo l’assoluzione della Corte d’Appello di Catania nei confronti dell’ex governatore per concorso esterno in associazione mafiosa e reato elettorale.

«La lista “Volare Insieme per Biancavilla”, di ispirazione autonomista, esprime soddisfazione –si legge in una nota– per la sentenza espressa dalla magistratura catanese. Sentenza emessa per il presidente Raffaele Lombardo, assolvendolo dai tutti i reati contestati».

Un verdetto che arriva dopo 12 anni di un lungo percorso nelle aula di giustizia catanesi.

«Tale decisione, dopo lunghi anni di sofferenza giudiziaria, ridà –viene sottolineato dai biancavillesi– la giusta dignità all’uomo, serenità alla famiglia e fiducia politica alle istituzioni ed ai tanti militanti del Movimento per l’Autonomia».

A Biancavilla ci sono stati esponenti che hanno lasciato l’area lombardiana per approdare e riciclarsi in altre forze politiche. E poi ci sono altri esponenti che hanno mantenuto la stessa posizione con coerenza. Non solo Pippo Calaciura e Salvuccio Furnari, legati a Lombardo già dagli anni ’80. Tra le nuove leve, figurano Luigi D’Asero, Giuseppe Stissi e Francesco Privitera.

«Gli amici storici biancavillesi, sempre presenti anche nei momenti difficili, unitamente alle nuove adesioni registrate, riaffermano –conclude la nota politica– il comune impegno di servizio con l’onorevole Raffaele Lombardo a favore della nostra città e dello sviluppo della Sicilia».

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Biancavilla va a destra, 5 Stelle primi, imbarazzante il Pd, boom di “SCateno”

Elezioni storiche con l’exploit di Fratelli d’Italia, per il centrosinistra è il peggior risultato dal 1948

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Giorgia Meloni nel 2013 a Biancavilla a sostegno di Antonio Bonanno

Il quadro uscito dalle urne a Biancavilla, per le Politiche 2022, ha tutti i connotati della svolta storica. Numeri inimmaginabili fino a qualche anno fa per una destra (la forza che affonda le radici in An e nell’Msi) che, nel nostro paese, è stata sempre relegata ai margini. E che ora risulta essere all’apice del consenso.

Sì, il risultato di Fratelli d’Italia è quello che più abbaglia. A Biancavilla, il partito di Giorgia Meloni si attesta intorno al 24% sia alla Camera dei deputati (2343 voti) che al Senato (2251 voti). Una percentuale di consensi (mai registrata a Biancavilla da una forza di destra nella storia repubblicana) che fa balzare l’intera coalizione ad oltre 4000 preferenze. Coalizione che vede Forza Italia attorno al 9% (oltre 800 voti) e la Lega (oltre 700) appena sotto di un punto percentuale.

Dati imbarazzanti, invece, nella coalizione di Centrosinistra con un Partito democratico che si attesta al di sotto del 9%, cioè poco più di 800 consensi (mai registrati a Biancavilla da una forza di sinistra nella storia repubblicana). Il resto dello schieramento (+Europa, Verdi, Impegno Civico) raccoglie numeri da prefisso telefonico. Nel complesso, la coalizione guidata da Enrico Letta si ferma intorno all’11,50%, ovvero 1100 preferenze. Un tonfo politico umiliante che si ripete (le Amministrative 2018 sono ancora una ferita sanguinante) e, anzi, raggiunge livelli drammatici.

E poco sarebbe cambiato, sommando pure i voti di Azione-Italia Viva. A Biancavilla l’accoppiata Calenda-Renzi ha convinto il 5-6% dei votanti (592 alla Camera e 441 al Senato).

Ma dov’è finito, dunque, il popolo della sinistra a Biancavilla? A guardare i numeri, l’emorragia di votanti ha favorito il Movimento 5 Stelle, che con il 26,08% si colloca –per queste Politiche 2022– come la prima forza nel nostro paese. A segnare una X sul suo simbolo sono stati 2628 biancavillesi per Montecitorio e 2486 per Palazzo Madama. Numeri che –va notato da una prima analisi– ricalcano quelli dei percettori del reddito di cittadinanza a Biancavilla. Un consenso “politico” motivato, dunque, da chi vede la misura sociale (invenzione e vanto del movimento guidato da Giuseppe Conte) come l’unica àncora di salvataggio per il proprio sostentamento.

C’è poi la fetta del voto di protesta e di pancia, quello degli arrabbiati e degli urlatori trascinatori di piazza. Quello che un tempo era appannaggio dei “grillini” con il “Vaffa” come intercalare. Adesso la platea che si infiamma è quella di (S)Cateno De Luca, il principe del populismo in salsa siciliana. A Biancavilla, la lista “Sud chiama Nord” ha ottenuto il 9,59% (918 voti) alla Camera ed il 14% (cioè 1334 preferenze) al Senato. Numeri che fanno ombra ai più strutturati Pd, Forza Italia e Lega.

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