Biancavilla siamo noi
«Auto con musica ad alto volume, non si può dormire la notte: intervenite»
Un lettore si rivolge alla nostra redazione per sollecitare il sindaco, la polizia municipale, i carabinieri
Gentile redazione di Biancavilla Oggi, mi rivolgo a voi come cittadino esasperato, a nome mio e di molti altri residenti di Biancavilla, per segnalare una situazione ormai insostenibile che si protrae ormai da oltre quattro anni.
Ogni sera, a partire dalle 18:00 fino alle 3:00 del mattino, automobili microcar (in particolare una Mercedes classe A di colore bianco, una microcar di colore blu pastello e una microcar di colore bianco), sfrecciano per le strade del del paese (viale dei Fiori, via della Montagna, via dei Narcisi, via dei Girasoli, via del Biancospino, via dei Peloritani), con impianti stereo ad altissimo volume, diffondendo musica neomelodica, musica da discoteca, che fanno letteralmente tremare i vetri delle abitazioni.
Il fenomeno è particolarmente grave nei fine settimana, ma purtroppo non risparmia nemmeno i giorni feriali. La situazione sta generando un clima di forte disagio, ansia privazione del riposo notturno per numerosi famiglie, anziani e bambini. È inaccettabile che in un comune civile nel 2025, i cittadini debbano vivere con la paura di aprire le finestre, o di non poter dormire, per colpa di chi non ha rispetto per nessuno e continua ad agire nell’impunità totale.
Si faccia rispettare il Codice penale
Chiediamo il vostro supporto nel dare voce a questa situazione e sollecitare l’intervento del sindaco, della polizia municipale, dei carabinieri e delle autorità competenti.
Ricordiamo che tali comportamenti sono sanzionabili ai sensi dell’articolo 659 del Codice Penale – Disturbo dell’occupazione o del riposo delle persone – che punisce con l’arresto o l’ammenda chi, con schiamazzi e rumori, turba la quiete pubblica.
Confidando nella vostra sensibilità e nel vostro impegno a tutela della comunità, vi ringrazio per l’attenzione.
Biancavilla siamo noi
Cenere dell’Etna, all’isola ecologica prevale il “fate voi” senza nessun aiuto
Un nostro lettore racconta l’esperienza avuta da due utenti al centro di raccolta di via della Montagna
Scrivo per evidenziare un’esperienza di una persona che ha avuto problemi all’isola ecologica di Biancavilla. È andata a conferire la cenere vulcanica, accompagnata da una vicina di casa. Il dipende del centro di raccolta ha indicato loro un fusto, dicendo che le buste piene dovevano svuotarle loro stesse.
Così, con non poca difficoltà, le due utenti hanno dovuto spaccare le buste e svuotare il contenuto. Si sono sporcate, hanno respirato la polvere e si sono affaticate con i pesi delle buste. Due persone di una certa età trattare in questo modo!
In altri comuni – mi è stato detto – avrebbero pulito le strade e le buste di cenere sono state raccolte porta a porta. Noi, qui a Biancavilla, invece, abbiamo ancora strade piene di terra espulsa con le eruzioni dell’Etna. Quante persone devono cadere (come, peraltro, è già capitato) affinché vengano pulite?
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Girata la segnalazione al Comune, dal municipio si fa sapere che verrà verificata la condotta assunta dal personale del Centro di raccolta di via della Montagna. Quanto alla pulizia delle strade o alla raccolta porta a porta della cenere – viene sottolineato – bisogna fare i conti con i costi, che ricadrebbero comunque sulle bollette dei cittadini.
Biancavilla siamo noi
Zona “Cicalisi”, quel basolato lavico sconnesso: veicoli finiscono nella buca
Via Paganini, un nostro lettore: «Sono quasi certo che una strada così non si trovi nemmeno in Africa»
È una questione che riguarda il decoro urbano, ma anche e soprattutto la sicurezza di chi sta alla guida di un mezzo, soprattutto a due ruote. Strade dissestate e con buche: a Biancavilla non c’è una via che non presenti criticità, a prescindere che il manto stradale sia fatto di bitume, mattoni o basolato lavico.
L’ultima delle segnalazioni dei nostri lettori ci arriva dalla zona “Cicalisi”, a pochi passi dal plesso elementare “San Giovanni Bosco”: buche profonde sul basolato completamente sconnesso.
«Volevo segnalare – leggiamo nel messaggio recapitato alla nostra redazione – una situazione di pericolo presente ormai da anni. Ma adesso in maniera consistente in via Nicolò Paganini, inizio di via Sandro Botticelli. Sono quasi certo che una strada così non si trovi nemmeno in Africa. Mentre fotografavo, una macchina vi è andata dentro con le imprecazioni giustificate dell’automobilista. Mi chiedo se ci finisse dentro uno dei nostri baldi e audaci centauri motorizzati cosa succederebbe».
AGGIORNAMENTO
Su intervento del Comune, la basola è stata sistemata. Una riparazione veloce, un rattoppo. Il fondo dell’intera arteria resta in condizioni non ottimali.
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