Fuori città
La “casermetta” di Piano Mirio di nuovo fruibile, dopo i lavori di ristrutturazione
La struttura, che si trova nella pineta comunale, verrà affidata ad un’associazione ambientalista
È il “quartiere generale” sotto il Vulcano per tutto ciò che riguarda Ambiente e Natura. La nuova casermetta di Piano Mirìo si trova nel cuore del Parco dell’Etna in territorio di Biancavilla ed è, d’ora in poi, un punto di riferimento delle meraviglie che racchiude la nostra amata Muntagna.
La casermetta – di nuovo fruibile, dopo la ristrutturazione – sarà subito affidata a una associazione ambientalista che ne custodisca l’integrità e, al tempo stesso, accolga le proposte dell’amministrazione che puntano alla centralità della “Terza Porta dell’Etna”, l’entrata verso l’Etna identificata come “Porta del Sole”.
Dalla Casermetta partiranno passeggiate ecologiche e di (ri)scoperta del paesaggio che, vale la pena ricordare, è stato inserito nel patrimonio mondiale dell’Unesco. Attorno all’area della Casermetta, raggiungibile in una manciata di minuti dal centro di Biancavilla, c’è uno spazio attrezzato per pic-nic e pause ristoro.
«La ristrutturazione del “Punto Base” di Piano Mirìo, resa possibile grazie a un finanziamento del Gal Etna – spiega il sindaco Bonanno – fa della Casermetta un punto d’approdo e anche di ripartenza verso l’Etna. Un percorso annunciato da vigneti dove si produce il vino d’eccellenza di Biancavilla e che si dipana attraverso fitti boschi di castagni e querce. È la nostra “Porta del Sole” che illumina l’Etna». Il finanziamento del Gal è stato di 147mila euro.
Alla riapertura della struttura, collocata nella pineta comunale, presenti i rappresentanti del Parco dell’Etna e del Gal. Hanno partecipato pure il Cai, gli scout, la Pcb ‘Odv, alcuni produttori locali e padre Giovanbattista Zappalà.

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Fuori città
Gli alunni di Castelvetro incantati dal coraggio morale di Gerardo Sangiorgio
La vicenda del biancavillese sopravvissuto ai lager raccontata dal figlio Placido in una scuola modenese
Un incontro intenso e profondamente formativo per gli alunni della classe quinta del plesso “Don Gatti” dell’Istituto comprensivo di Castelvetro di Modena. Protagonista il prof. Placido Antonio Sangiorgio, figlio di Gerardo Sangiorgio, il soldato biancavillese che deportato dai tedeschi e rinchiuso nei lager nazisti. Da quell’inferno uscì profondamente segnato per la sola “colpa” del suo coraggioso rifiuto ad aderire alla Repubblica di Salò.
Organizzata da Giuseppe Gugliuzzo, nostro collaboratore e insegnante biancavillese in quella scuola, l’iniziativa ha visto la partecipazione degli insegnanti Elisabetta Scardozzi, Roberta Casalini, Maria Luisa D’Anna, Marco Uguzzoni e altri docenti, sotto la guida della dirigente scolastica Maria Ghiddi.
La testimonianza del prof. Sangiorgio ha catturato l’attenzione dei bambini fin dalle sue prime parole. Attraverso il racconto diretto della storia del padre – un uomo che scelse la libertà e la coerenza morale anche a costo della prigionia e della stessa vita – i piccoli alunni hanno potuto toccare con mano uno dei capitoli più drammatici della nostra storia recente.
«L’incontro con il professor Sangiorgio ha rappresentato un’importante occasione di educazione alla memoria e alla cittadinanza attiva», sottolineano le insegnanti. «Attraverso il racconto diretto di una storia familiare, i bambini hanno potuto avvicinarsi a un periodo storico complesso in modo autentico ed emotivamente coinvolgente».
La didattica delle emozioni
Gli alunni hanno partecipato con grande vivacità, ponendo domande significative e dimostrando una sensibilità sorprendente verso i valori di libertà, coraggio e dignità umana. L’ascolto è stato attento e partecipe, trasformando la lezione di Storia in un’esperienza viva e condivisa.
I bambini hanno trasformato le emozioni in concrete attività didattiche: ciascuno ha realizzato una biografia di Gerardo Sangiorgio accompagnata da un disegno personale. I lavori, ricchi di colori e di dettagli toccanti, provano quanto la testimonianza sia stata interiorizzata e rielaborata con creatività e profondità.
«Esperienze come questa contribuiscono a costruire una memoria consapevole – affermano le insegnanti – aiutando gli alunni a comprendere l’importanza di difendere i valori democratici, della pace e del rispetto dei diritti umani, affinché tragedie come quelle vissute durante la deportazione non abbiano mai più a ripetersi».
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Fuori città
Applausi per la corale dell’Idria alla rassegna siciliana di Casalvecchio
Diretto da Filadelfio Grasso, il gruppo ha proposto pure un brano popolare in dialetto biancavillese
Applausi e apprezzamenti per la corale della parrocchia “Santa Maria dell’Idria” di Biancavilla. Il gruppo, diretto da Filadelfio Grasso, ha partecipato alla rassegna dei Cori Parrocchiali di Sicilia, giunta alla sua quinta edizione. L’evento, a Casalvecchio Siculo (in provincia di Messina) si è svolto in concomitanza con la 32ª edizione della Festa della Musica, dedicata al tema “La voce dei luoghi” per mettere al centro le corali e l’identità del territorio.
La corale biancavillese ha partecipato con entusiasmo, presentando alcuni brani in polifonia. Tra questi il canto tratto da una preghiera popolare in dialetto diancavillese: “Iú vi salutu”, orazione che le nostre nonne recitavano alla Madonna nei momenti di necessità… Tutti i brani proposti, accompagnati alla tastiera da Salvatore Barbagallo, sono stati apprezzati ed applauditi a lungo dal numeroso pubblico.
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