Cronaca
Blitz “Ultimo atto”, misure cautelari confermate: in 13 restano in carcere
L’operazione ha consentito di falciare il ricostituito clan di Biancavilla e svelare gli affari illeciti
Restano tutti in carcere. Ai soggetti coinvolti nell’operazione Ultimo atto, il Tribunale del riesame ha confermato le misure cautelari. Un blitz antimafia, portato a termine a Biancavilla, coordinato dalla Dda di Catania e condotto dai carabinieri del comando provinciale. Il prossimo passaggio, dunque, è quello del rinvio a giudizio, che potrebbe anche avvenire tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo.
Il sindaco Antonio Bonanno ha annunciato la costituzione di parte civile del Comune di Biancavilla. Con voto unanime della Giunta è stata data relativa autorizzazione al primo cittadino e nominato un legale, l’avv. Sergio Emanuele Di Mariano.
L’operazione ha permesso di falciare il ricostituito clan di Biancavilla (con a capo Giuseppe Mancari u pipi, affiancato da Giovanni Gioco) e gli affari illeciti nel settore delle estorsioni, dello spaccio di sostanze stupefacenti e nel monopolio del trasporto merci.
Le misure cautelari in carcere, indicate nelle 820 pagine di ordinanza firmate dal Gip Daniela Monaco Crea, avevano riguardato 13 soggetti. Si tratta, oltre Mancari e Gioco, di Placido Galvagno, Piero Licciardello, Salvatore Manuel Amato, Mario Venia, Fabrizio Distefano, Nicola Minissale, Nunzio Margaglio, Carmelo Militello, Ferdinando Palermo, Alfio Muscia e Carmelo Vercoco. A loro si aggiungono altri cinque indagati a piede libero.
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Cronaca
Blitz “Meteora”, i tentacoli di Adrano su Biancavilla: sentenza di condanna
Rito abbreviato, verdetto del Gup sull’operazione condotta dalla polizia nel novembre 2024
Arriva il verdetto, con rito abbreviato, relativo all’operazione antimafia “Meteora”, che nel novembre 2024 aveva puntato i riflettori sui clan Santangelo-Taccuni e Mazzei di Adrano, facendo emergere anche episodi criminali a Biancavilla. Fatti che riguardano il mercato della droga e il mondo del gioco d’azzardo e delle slot machine.
Il Gup Pietro Currò ha emesso sentenza di condanna per 12 imputati: tutti di Adrano. Tra questi, figura anche Cristian Lo Cicero, classe 1986, detto “Cri”. La pena inflittagli è di 5 anni 4 mesi (che in continuazione con altra sentenza arriva a complessi 21 anni e 8 mesi di carcere).
Lo Cicero, nonostante i periodi di detenzione, aveva assunto – come era emerso dall’inchiesta – il controllo dei paesi etnei, in particolare Adrano, Biancavilla e Paternò, per il mercato della droga. Un soggetto determinato, capace a risolvere conflitti interni e a rendersi disponibile «a ricorrere alla violenza qualora necessario, dichiarando di essere pronto ad affrontare una “guerra di mafia” con motociclette già pronte per l’azione».
Il nome di Lo Cicero era finito nell’elenco degli indagati (a piede libero) dell’operazione “Ultimo atto” di Biancavilla per traffico di sostanze stupefacenti e rapporti con l’organizzazione di Pippo Mancari U pipi, confermati pure dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.
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Cronaca
Tenta di strangolare e accoltellare la moglie: arrestato dai carabinieri
Diverbio tra coniugi per futili motivi, tempestivo intervento dei militari: in manette un 56enne
I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Paternò sono intervenuti con estrema rapidità a Biancavilla, a seguito di una telefonata pervenuta al numero di emergenza 112 da parte di alcuni parenti di una 54enne, che ne segnalavano la situazione di pericolo.
Giunti presso l’appartamento della donna, nella zona di via dell’Uva, i militari l’hanno trovata in forte stato di agitazione e con segni di lesioni. In casa c’era anche il marito, un 56enne con precedenti penali. Secondo quanto riferito dalla vittima e dai parenti intervenuti in suo soccorso, poco prima l’uomo avrebbe tentato di strangolare e colpire con un coltello da cucina la moglie.
L’azione violenta sarebbe scaturita da un diverbio tra i due coniugi avvenuto per futili motivi. Una furia, quella del 56enne, rivolta nei confronti dlela donna, la quale, però, sarebbe riuscita a sottrarsi, chiudendosi in una stanza della casa da dove avrebbe chiesto aiuto ai parenti.
Dopo aver ascoltato la vittima e fatto intervenire i medici del 118, che l’hanno trasportata presso il pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla, i carabinieri hanno arrestato il marito violento con l’accusa di tentato omicidio e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, lo hanno trasferito al carcere catanese di piazza Lanza.
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