23062018GOODNEWS:

Condannato e radiato giornalista per estorsione su ragazza di Biancavilla

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Il Gup del Tribunale di Catania, Giuseppina Montuori, ha condannato con rito abbreviato, a tre anni e quattro mesi di carcere, il direttore del periodico “La Gazzetta Rossazzurra” di Paternò, Vincenzo Anicito, imputato di estorsione nei confronti di una giovane di Biancavilla, collaboratrice del suo giornale.

Secondo quanto ritenuto dal giudice, Anicito – che per gli stessi fatti è stato radiato, su decisione del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti – avrebbe costretto la giovane aspirante pubblicista a pagarsi da sé le retribuzioni e la ritenuta di acconto, elementi questi indispensabili per ottenere l’iscrizione all’Ordine.

La giovane, come si legge in una nota dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, di fronte al successivo rifiuto di Anicito di rilasciarle la documentazione necessaria per iscriversi, si sarebbe trasformata in detective, raccogliendo gli elementi, compresi le ricevute bancarie e gli sms scambiati con l’imputato, e consegnandoli poi all’Ordine dei giornalisti, che, oltre ad avviare un procedimento contro il direttore del periodico, aveva anche segnalato il caso alla magistratura, costituendosi poi parte civile nel processo, con l’assistenza dell’avvocato Angelo Patanè.

Il gup, prosegue la nota, ha condannato Anicito anche a risarcire i danni alla collaboratrice, assistita dall’avvocato Isabella Altana, e che dovrà avere 20 mila euro, e all’Ordine, che ne avrà 10 mila. L’imputato, che ha ottenuto le attenuanti generiche, è stato anche interdetto dai pubblici uffici per cinque anni. L’Ordine dei giornalisti puntualizza di avere comunque iscritto tra i pubblicisti la ex collaboratrice della Gazzetta Rossazzurra, sostituendosi – così come prescritto dalla legge – al direttore che, senza giustificato motivo, non aveva firmato la certificazione.

La replica di Anicito
In una nota, dal suo canto, Anicito difende il suo operato e, tra le altre considerazioni, sottolinea: «Il sottoscritto è e resta una persona perbene, un operatore dell’informazione lontano da quelle logiche di soprusi che caratterizzano altri potenti gestori dell’informazione, pronti a far abbattere la propria scure sul malcapitato di turno. Non entro nel merito della vicenda, anche se sono tanti i lati oscuri e di sorpresa di questa vicenda, perché sono fiducioso nell’operato di quella giustizia, che ho sempre decantato e di cui sono sempre stato un sostenitore, ma una cosa è certa, non sono un estortore, anzi tutt’altro, perché mi sono contraddistinto per generosità e correttezza, anche nei momenti più difficili».

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