Chiesa
Svolta storica per la confraternita dell’Annunziata: ammesse cinque donne
Rito della vestizione e ingresso dei novizi anche per le congregazioni della Mercede e di San Giuseppe
Fuori da ogni retorica, è certamente una svolta storica per la confraternita dell’Annunziata di Biancavilla, che quest’anno, per la prima volta, apre le proprie porte anche alle donne. Sono cinque, ufficialmente accolte per il cammino del noviziato: Anna Di Grigoli, Aurora Castiglione, Fina Petralia, Agata Sergi e Melita Salamone. Sono loro ad inaugurare una pagina nuova nella storia plurisecolare del sodalizio.
Quella dell’Annunziata, in ordine di tempo, è l’ultima delle confraternite cittadine a consentire la presenza femminile, sull’esempio delle altre che prevedono già da anni la presenza di consorelle effettive o partecipanti alle processioni. Per la cronaca, la prima congregazione locale ad attribuire nel proprio statuto pari ruolo e dignità alle donne è stata, nel 2010, quella dell’Idria.
«Entrare in confraternita – spiega Di Grigoli – è per me motivo di grande emozione e anche di profonda gratitudine. È un passo importante perché ritengo che la realtà confraternale rappresenti un luogo di crescita, di condivisione e di servizio nei confronti della comunità parrocchiale. Ciò che rende questo cammino ancora più intenso è la prospettiva di vivere la Settimana Santa da consorella: un’esperienza capace di coinvolgermi spiritualmente in modo nuovo e ancora più significativo».
Un momento importante nella storia plurisecolare, come sottolinea il governatore Alfredo Laudani, in carica dal settembre 2024: «L’ingresso delle donne rappresenta un evidente segnale di cambiamento rispetto a una tradizione che, per anni, ha visto la confraternita come realtà esclusivamente maschile. Questa spinta all’inclusione rappresenta uno dei punti fondamentali del programma presentato dal nuovo direttivo e rafforza l’idea di una confraternita sempre più orientata a consolidare un legame di famiglia e corresponsabilità».
Insieme le tre confraternite parrocchiali
L’ingresso delle nuove consorelle è stata ufficializzata in questa Domenica delle Palme. La messa, presieduta da padre Giosuè Messina, ha richiamato le confraternite parrocchiali, quella dell’Annunziata, della Mercede e di San Giuseppe. Tutte e tre riunite per il rinnovo degli impegni sociali, la vestizione dei nuovi confrati e la lettura dei nomi degli ammessi al noviziato.
Oltre alle cinque donne già citate, la confraternita accoglie come confratelli effettivi Antonio Armenia, Placido Franco, Vincenzo Petralia e, tra i novizi, Antonio Bonanno, Marco Di Dio e Alfio Mursia. Nella confraternita della Mercede fanno il loro ingresso Fabio Diolosà, Antonio Fiorello, Gioele Milazzo, Carmela Navarria, Giulia Navarria, Giusi Nicosia, Rosita Nicosia, Elia Salomone e Luigi Tirenni. Infine, nella confraternita di San Giuseppe, accolti Carmelo Giuffrida, Dario Lombardo, Giuseppe Ventura e il piccolo Mirco Rizzo.

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Chiesa
È festa per tutti, senza distinzioni: perché San Placido non dice mai di no!
Dagli “abusi liturgici” di agosto al tripudio di ottobre per il patrono: i giorni più attesi dai biancavillesi
Il clamore suscitato dal severo richiamo del Vescovo, lo scorso 30 agosto a Biancavilla, al di là della diffusa e semplicistica lettura di indirizzo al Sindaco, rivela una radice oltremodo profonda, messa in risalto dai commenti più avveduti e autorevoli: il rischio di un “abuso liturgico” durante le funzioni (per inciso, tre giorni prima, proprio a Catania, si era conclusa la Settimana Liturgica Nazionale). Nello specifico, una celebrazione eucaristica, preceduta da pubblica accoglienza ai prelati e saluti, che include un “omaggio floreale” e un “atto d’affidamento” (più somigliante a un’omelia) dell’autorità pubblica, la cui durata supera ben le due ore nell’agosto nostrano, dovrebbe far riflettere anche sulla sostenibilità, e su quella non sempre scontata digeribilità di una religiosità performativa, rispetto a una religione dell’esempio.
Con ciò nulla da togliere al colpo d’occhio, meraviglioso, e all’impegno profuso nella preparazione; ma non sarebbe – certo – più significativo e testimoniale se i soli posti riservati fossero per disabili e soggetti fragili, e se i membri di gruppi laicali e associazioni si impegnassero nel proposito di portare a Messa un parente o un vicino di casa anziano, desideroso di partecipare alla celebrazione? E ancora se i soldi pubblici fossero indirizzati per tal servizio ai dimenticati? Forse gli unici botti capaci di raggiungere un altro cielo, un mettere davvero Cristo al centro, autentico esempio di misericordia.
C’è poi che sul fatto di agosto i sociologi avrebbero di che studiare di fronte ai tanti commenti di devoti e integerrimi osservanti locali. L’impressione è quella che decenni di catechesi dedicate, non abbiano molto inciso in tema di evangeliche virtù. E c’è anche l’ipocrisia dichiarata da molti dell’attesa della lettura della benedizione del papa al termine della funzione, come se dopo un’estenuante partecipazione non si fossero già acquisite tutte le benedizioni del mondo. Tuttavia da questo vulnus ne potrebbe nascere una significativa opportunità destinata a rimanere negli annali della cura pastorale: magari l’annuncio del Vescovo di candidare Biancavilla a sede di congresso liturgico regionale. Per ora resta un più attento lavoro di revisione nella programmazione delle festività religiose dalle nostre parti.
San Placido non aspetta la domenica
Buone ragioni fanno pensare che un episodio di tal portata non si sarebbe facilmente verificato, invece, per le festività patronali di San Placido. La festa, infatti, ha competenze e valenze ben distinte. C’è la celebrazione liturgica, sobria ma non meno decorosa e solenne (chi vuole troverà sempre un posto libero). Il Protettore non è per lungaggini e litanie, non aspetta la domenica. Il suo è sguardo d’intesa, più un ammiccamento (e questo il biancavillese lo sa bene). C’è poi l’abbraccio con la folla: l’attesa di un anno ha il suo apice a mezzogiorno del 5 ottobre. Tutti si sentono chiamati a raccolta, senza esclusioni.
Il Patrono appare sul sagrato nell’esplosione gioiosa dei cittadini. Quell’incontenibile ebbrezza è il solo patrimonio condiviso. Il clero segue. È al contempo l’apoteosi del Santo e del biancavillese comune. La festa civile per eccellenza, che non ha bisogno di superlativi scritti nel programma. Tant’è che sulla riuscita della festa si fonda il consenso verso gli amministratori comunali. Non a caso Pitrè e De Roberto ne hanno raccontato, e si aveva l’ardire di invitare Giovanni Papini. Un unicum di meraviglia e ostentazione è l’essenza, lo spettacolo è consustanziale (si pensi che in un lontano San Placido si alzarono in volo i primi palloni aerostatici mai visti in Sicilia). Sarebbe un travisamento dello specifico agire per tagli e sottrazioni alla Festa, sintomo di debolezza civile.
San Placido, oltre la fede che, spontaneamente e senza ostentazioni di sorta, si coltiverà – possiamo dircelo senza voce affettata o contrita -, è la pasta al forno, il vestito nuovo, la “fiera”, l’innamorarsi ancora. Il Santo è santo quando ci restituisce la gioia dell’umano. Non ci renderà possibilmente migliori ma, per una volta, orgogliosi di essere biancavillesi. Perché la Festa è per tutti, perché San Placido non dice mai di no.
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Chiesa
Le celebrazioni per San Placido affidate ai due nuovi parroci Pagliaro e Coco
I sacerdoti appena arrivati nel vicariato presiederanno la messa del 5 e 6 ottobre in onore del patrono
Gli appuntamenti del 5 e 6 ottobre dedicati al patrono di Biancavilla, San Placido, quest’anno impreziosito dalla presenza dei nuovi sacerdoti appena giunti a prestare il loro ministero nel Vicariato di Biancavilla e Santa Maria di Licodia.
La mattina di lunedì 5 ottobre, la celebrazione eucaristica sarà presieduta da don Maurizio Pagliaro, neo parroco di Santa Maria di Licodia. Un dettaglio che richiama l’indissolubile legame spirituale che unisce Biancavilla e la vicina Licodia fin dall’inizio del XVIII secolo. Fu proprio in quell’epoca, il 6 ottobre 1709, che le preziose reliquie di San Placido giunsero a Biancavilla dal territorio licodiese, sede dell’abbazia benedettina, dando impulso a una devozione che travalica i confini cittadini.
Il giorno seguente, la sera di martedì 6 ottobre, la chiesa madre farà da cornice alla messa presieduta da don Nicolò Coco, recentemente nominato amministratore parrocchiale della parrocchia “Santissimo Salvatore” di Biancavilla.
L’affidamento delle due principali celebrazioni dedicate a San Placido ai due nuovi sacerdoti rappresenta un gesto di benvenuto da parte della comunità ecclesiale locale e un segno di continuità nella guida spirituale dei fedeli.
Il 4 ottobre sera, invece, la celebrazione in onore alla Madonna dell’Elemosina vedrà invece la presenza e il ritorno dell’arcivescovo di Catania, Luigi Renna. Tra memoria storica, tradizioni patronali e lo sguardo rivolto al futuro, Biancavilla si prepara così a giorni di ifesta, stretta attorno alla Madonna e ai Santi Patroni.
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