Cronaca
Il caso Salamone, alla ricerca del “Maschio 1”: attesa una (nuova) svolta
Nicola Mancuso sconta l’ergastolo per l’omicidio della giovane, ma va individuato ancora il suo complice
Proseguono le indagini sul caso di Valentina Salamone, la 19enne di Biancavilla uccisa in una villetta di Adrano, inscenando un suicidio per impiccagione. Sulla sua morte c’è una condanna definitiva all’ergastolo per Nicola Mancuso. Ma si cerca il suo complice. Un “Maschio 1” che lo ha aiutato in quelle fasi drammatiche in cui veniva spezzata la vita di una giovane solare. Ci sono tracce di dna ed è su quelle che si concentrano le verifiche, nel tentativo di risalire all’uomo.
Anche in questa occasione, la famiglia della giovane resta unita e combattiva. E, opponendosi all’archiviazione, attraverso l’avv. Dario Pastore, come evidenzia il quotidiano La Sicilia, aveva suggerito di «acquisire il profilo genetico di almeno un individuo di sesso maschile per nucleo familiare residente nel comune di Adrano nella fascia di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, alla data del 24 luglio 2010 e di tutti i soggetti ulteriormente ritenuti meritevoli di accertamento, nonché tutta l’attività di indagine conseguente all’esito degli accertamenti effettuati».
Novità sul caso potrebbero arrivare, dunque, dalle verifiche sul dna. I familiari di Valentina lo avevano urlato il giorno della condanna in Cassazione di Mancuso: «La verità non è completa, ora bisogna identificare il “Maschio 1”». Gli inquirenti lavorano in questa direzione e, grazie agli esami scientifici, si è fiduciosi che si arrivi ad una (nuova) svolta.
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Cronaca
Acido addosso all’avvocato, fermata la donna: è una 47enne di Biancavilla
Il professionista resta ricoverato per le ustioni riportate, il provvedimento è della Procura di Messina
Fermata dai carabinieri del comando provinciale di Catania la 47enne accusata di aver aggredito a Messina l’avvocato Pierfrancesco Broccio, 58 anni. Il professionista ha riportato ustioni e lesioni sul 20% del corpo, a causa dell’acido corrosivo spruttatogli in volto e in altre parti. La donna – come appurato dalla nostra redazione – è di Biancavilla ed ora si trova in carcere. Il provvedimento di fermo è della Procura di Messina.
«Il decreto di fermo – spiega il procuratore Antonio D’Amato – si fonda su un grave compendio indiziario, costituito allo stato dalle informazioni rese dalla vittima e da altri testimoni, nonché da una serie di intercettazioni finalizzate a rintracciare l’indagata, che nell’immediatezza del fatto si era resa irreperibile».
L’avvocato Broccio resta ricoverato nel centro Grandi ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania con la prognosi riservata, ma non in pericolo di vita. Il legale conosce bene la donna perché «aveva problemi» tanto che «è stata per anni all’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto».
«Non pensavo potesse arrivare a questo. Per fortuna sono fuori pericolo», aveva detto all’Ansa. «Appena mi ha visto mi ha detto che voleva bere un poco d’acqua e inaspettatamente ha preso l’acido e me lo ha buttato addosso. Fortunatamente non è riuscita a prendermi negli occhi, anche perché avevo gli occhiali. Mi sono chiuso nell’auto e sono scappato sono arrivato nel mio studio e avevo tutti i vestiti bruciati dall’acido. Non ho avuto mai problemi con lei, ma dopo quello che ha fatto ho avuto molta paura».
La donna aveva già ucciso il marito
La donna era già stata condannata dalla Corte d’assise di Catania a 23 anni di reclusione per l’omicidio del marito 35enne, avvenuto con accoltellamento, a Librino nel giugno 2007. Nella sentenza le era stata riconosciuta l’attenuante della semi infermità mentale. Per lo stesso delitto era stato condannato all’ergastolo anche un amico della donna, con il quale, secondo quanto emerso all’epoca, avrebbe avuto una relazione.
Ma cosa potrebbe avere spinto la donna a commettere questo nuovo grave gesto? «L’unico episodio per il quale si sarebbe potuta arrabbiare in passato con me – aveva detto l’avvocato – è che le avevo detto di dire la verità per un fatto del quale aveva accusato una persona. Ma non pensavo potesse farmi questo ora».
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Cronaca
Per la seconda volta in due anni beccato senza patente: denunciato 32enne
Controlli su strada da parte dei carabinieri di Biancavilla con il supporto del 12° Reggimento Sicilia
I carabinieri della stazione di Biancavilla, con il supporto della C.I.O. del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia”, hanno effettuato verifiche su persone e veicoli in transito. Il servizio ha interessato diversi punti del territorio comunale, con particolare attenzione alla circolazione stradale. Nel corso delle attività, i militari hanno identificato una decina di persone e sottoposto a verifica 5 veicoli.
Tra i conducenti controllati, un 32enne era alla guida della sua utilitaria senza aveva mai conseguito la patente di guida. Gli ulteriori riscontri hanno evidenziato che la stessa violazione era già stata contestata nel biennio precedente. È scattata, quindi, la denuncia penale. Contestate, inoltre, due violazioni al Codice della strada, per un importo complessivo di 743 euro, con la sottoposizione di un veicolo a fermo amministrativo.
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