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Scuola

Oltre 200 alunni catanesi a Biancavilla per scoprire e gustare il ficodindia

Nei magazzini agricoli di Piano Rinazze visita didattica dell’Istituto comprensivo “Italo Calvino”

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Oltre 200 studenti dell’Istituto comprensivo “Italo Calvino” di Catania hanno partecipato a una visita didattica presso il Consorzio Euroagrumi, in contrada Piano Rinazze, a sud di Biancavilla. Accompagnati dai loro docenti, i ragazzi hanno potuto conoscere da vicino le fasi di coltivazione e lavorazione del ficodindia, frutto simbolo della tradizione agricola siciliana.

Ad accogliere il gruppo è stato il direttore tecnico del consorzio, Salvatore Rapisarda, che ha guidato gli studenti in azienda, illustrando le peculiarità del territorio e le caratteristiche delle diverse varietà del frutto. Durante la visita, gli alunni hanno avuto anche modo di conoscere le forme associative e consortili presenti nel territorio etneo e di approfondire le modalità di gestione di un’impresa agricola.

Un momento di gioco e scoperta ha permesso ai ragazzi di individuare le pale di ficodindia più grandi e produttive. Una sessione di degustazione ha poi offerto l’opportunità di assaporare sia il frutto, nelle tre diverse varietà e colori, sia alcune pere dell’Etna in lavorazione nel magazzino. Tra assaggi e sorrisi, gli studenti hanno condiviso la loro curiosità, apprezzando l’esperienza sia dal punto di vista educativo sia da quello sensoriale.

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Alla Settimana della musica di Paternò il coro della “Sturzo” di Biancavilla

Applausi e apprezzamenti rivolti agli alunni, esibitisi con un repertorio vario per stile e cultura

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© Foto Biancavilla Oggi

La XVIII Settimana della Musica, organizzata dall’associazione musicale culturale coro polifonico “Sturm und drang” e orchestra da camera “L’Estro armonico” di Paternò, ha offerto al pubblico un nuovo appuntamento con il Concerto Ceciliano, ospitato nella chiesa SS. Annunziata dell’ex monastero di Paternò. Tra i protagonisti della serata, anche il coro di voci bianche “Voci in Armonia” dell’Istituto comprensivo “Don Bosco–Sturzo” di Biancavilla, diretto e accompagnato al pianoforte dal maestro Salvatore Coniglio.

La giovane formazione corale, composta da alunni di scuola media, ha presentato quattro brani di repertori differenti per lingua, stile e provenienza culturale. Tutti hanno dato prova di una preparazione accurata e di una sorprendente maturità espressiva. L’esibizione si è aperta con “Vois sur ton chemin” di Bruno Coulais, celebre pagina dal forte impatto emotivo. A seguire, il coro ha proposto lo spiritual “Joshua” nell’arrangiamento di K. Shaw, interpretato con energia ritmica e coinvolgimento dei giovani cantori.

Il programma ha poi condotto il pubblico verso tradizioni popolari europee e africane: la melodia francese “J’entends les moulins” e il canto zulu “Siyahamba”. In entrambi i brani, il coro ha saputo valorizzare il carattere tipico delle composizioni, alternando delicatezza e vivacità.

La performance delle “Voci in Armonia” ha rappresentato uno dei momenti più apprezzati del concerto, grazie anche al maestro Coniglio nella valorizzazione dei timbri vocali nell’esecuzione di brani appartenenti a culture musicali diverse.

In un contesto che ha visto alternarsi ensemble strumentali e cori polifonici di livello, il coro dell’istituto biancavillese ha confermato la centralità della formazione musicale, dimostrando come la scuola possa essere un laboratorio privilegiato di educazione artistica e crescita personale. Applausi e apprezzamenti finali per i giovani coristi biancavillesi, protagonisti di una serata dedicata alla musica come linguaggio universale.

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Scuola

Gli studenti dell’Ipsia di Biancavilla a Librino con il maestro Antonio Presti

Alunni immersi in quel grande laboratorio culturale che ha generato rigenerazione e bellezza

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Questa è la Biancavilla che ci piace

Nell’ambito del progetto “Grande Madre Etna”, gli studenti dell’Ipsia “Efesto” di Biancavilla hanno partecipato alla seconda uscita didattica, raggiungendo Librino per conoscere da vicino uno dei più significativi esempi di rigenerazione urbana contemporanea. Affiancati da una figura specializzata messa a disposizione dalla Fondazione Fiumara d’Arte, gli alunni si sono immersi nel grande laboratorio culturale ideato dal maestro Antonio Presti, promotore di un modello di comunità fondato sulla bellezza, sulla creatività e sulla responsabilità civile.

Librino, troppo spesso associato a narrazioni negative, si è rivelato agli studenti come uno spazio vivo e in trasformazione, grazie al coinvolgimento dei cittadini, delle scuole e degli artisti che hanno contribuito a creare un autentico museo a cielo aperto. Dalla “Porta della Bellezza e delle Farfalle”” alle opere monumentali disseminate nel quartiere, ogni intervento racconta una storia di riscatto e partecipazione.

Durante la visita, gli studenti hanno avuto l’opportunità di dialogare con il maestro Presti, che ha condiviso con loro la sua visione etica ed estetica: la bellezza come atto di resistenza, come scelta di libertà e come strumento per combattere le nuove forme di alienazione, tra cui la sempre più diffusa schiavitù digitale. Presti ha invitato i ragazzi a riflettere sull’uso consapevole della tecnologia e sulla necessità di recuperare spazi e tempi dedicati alle relazioni autentiche, alla creatività e alla cura del territorio.

Un sogno, da Librino a Biancavilla

“Quale bellezza – dunque- salverà il mondo?”. Una bellezza che non è semplice estetica, ma responsabilità, consapevolezza e capacità di costruire comunità. E per costruire ci vogliono soprattutto dei bravi “artigiani” sapienti e forti come il grande Efesto!

I ragazzi, ispirati dall’esperienza, hanno iniziato spontaneamente a immaginare come applicare questi insegnamenti a Biancavilla. Sognano una città capace di migliorarsi anche grazie “all’educazione alla bellezza”. Si sogna un futuro dove la bellezza non sia un privilegio, ma un bene comune da costruire insieme. Antonio Presti, instancabilmente, è stato fra i ragazzi per ricordare loro di non smettere mai di sognare… e sognare genera bellezza… una bellezza tangibile… e che a Librino… è sotto gli occhi di tutti.

La visita a Librino non si è rivelata, dunque, solamente un momento di scoperta artistica, ma anche un’occasione per accendere nei ragazzi il desiderio di diventare protagonisti del cambiamento, portatori di una bellezza che educa, che unisce e che può davvero trasformare i luoghi.

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