24112017GOODNEWS:

Ada Vasta sul caso della “Sturzo”: «Sono immagini “agrodolci”»

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di Vittorio Fiorenza

«La vostra riflessione e le foto sui ragazzi alla “Luigi Sturzo” che avete pubblicato suscitano una reazione agrodolce e un senso di impotenza. La scavalcata del cancello per andare a giocare ha il suo fascino perché riporta tutti, con nostalgia, agli anni adolescenziali e spensierati. Se però quelle scene sono le stesse di quando eravamo bambini noi, vuol dire che sull’offerta di spazi per i nostri ragazzi non siamo andati avanti, tutto è come 10-20 anni fa. E la classe politica non può non riflettere su questo».

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Il consigliere comunale Ada Vasta

È il commento di Ada Vasta, presidente della commissione consiliare “Pubblica Istruzione” di Biancavilla, dopo la pubblicazione delle foto di Biancavilla Oggi sui ragazzi senza spazi, costretti ad entrare a “sgamo” nella “Luigi Sturzo”, con il rischio di farsi male.

L’istituzione della settimana corta nelle scuole, non rischia di sottrarre ulteriori spazi ai ragazzi? Altro interrogativo proposto da Biancavilla Oggi.

«Capisco che si debba adottare la spending review –argomenta Vasta– ma questo non può comportare la completa riduzione dei servizi. È necessario che a questa imposizione supplisca anche la fantasia. È in questi casi che la politica deve dimostrare una marcia in più. È un esempio il “pedibus”, che abbiamo approvato in Consiglio Comunale. Non so se l’amministrazione lo attuerà, ma è senz’altro un modo semplice per accompagnare i bambini a scuola. Un’alternativa al tradizionale trasporto scolastico che, appunto con un colpo di fantasia, ci potrebbe fare risparmiare sui costi del servizio, mantenendo il servizio, peraltro nel rispetto dell’ambiente».

Quanto al problema degli spazi, l’esponente del Nuovo Centrodestra ricorda che «il Consiglio Comunale si è posto la questione di regolamentare gli impianti sportivi, anche per singoli cittadini, grazie al lavoro svolto dalla commissione consiliare presieduta dalla collega Veronica Rapisarda».

«Certo –aggiunge– capisco che si tratta di un servizio a domanda individuale e va pagato, ma un’alternativa potrebbe essere quella di coinvolgere le associazioni di volontariato o le parrocchie, visto che un tempo gli oratori svolgevano un’ottima funzione in questo senso. Una rete di collegamento, insomma, che aiuti e favorisca a svolgere attività sportive all’aperto a costo zero per evitare di vedere scene come quelle ritratte all’ingresso della “Luigi Sturzo”».

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Zalando Privé

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