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Il mar. Rapisarda e la “sua” Africa: un cuore generoso sotto la divisa

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“Vite anNegate” e “Mbweni”: i due libri del comandante dei carabinieri di Biancavilla presentati a Villa delle Favare. Da Lampedusa alla Guinea e alla Tanzania tra esperienze professionali e umane ed impegno sociale.

 

di Vittorio Fiorenza

Era stata annunciata come una serata dedicata alla presentazione dei due libri scritti da Roberto Rapisarda, dallo scorso marzo comandante della stazione dei carabinieri di Biancavilla. Ma Villa della Favare, affollata come raramente si vede per incontri di questo tipo, ha ospitato ben più che un appuntamento culturale.

Facendo conoscere al pubblico biancavillese “Vite anNegate” e “Mbweni”, stampati per la “Armando Siciliano Editore”, il maresciallo Rapisarda ha regalato l’opportunità di assistere –finalmente a Biancavilla– ad un evento di autentica cultura, capace di essere coniugato con le punte più alte della solidarietà umana.

Il primo titolo è un diario di viaggio in un villaggio della Tanzania tra “gli angioletti neri”. L’altro trasuda dell’esperienza professionale e di coscienza personale vissuta da Rapisarda nei suoi anni di servizio a Lampedusa. Idealmente, il punto di partenza e il punto di approdo: i due estremi della questione migratoria. In mezzo, un’umanità spesso dimenticata ed offuscata, per superficialità o becera convenienza politica, con il cliché sbrigativo dell’emergenza. Che crea timori, paure, diffidenza, intolleranza, rigurgiti d’odio.

È quella umanità che Rapisarda racconta, dopo averla letteralmente abbracciata su un molo di Lampedusa o nei villaggi poveri che ha visitato al di là del Mediterraneo. Non un semplice, quanto nobile, esercizio intellettuale di scrittura impegnata, dunque. Ma un concreto attivismo con viaggi in Africa, contatto con le popolazioni, con le necessità di vita quotidiana, coinvolgimento nei progetti di solidarietà attraverso l’associazione “Amici delle missioni Sicilia” della diocesi di Caltagirone.

Aspetti proiettati a Villa delle Favare nella ricchissima carrellata di immagini e di video sugli sbarchi a Lampedusa e sulle attività di volontariato in Africa: non un riempitivo scenografico ma documenti capaci di restituire al fenomeno migratorio la reale dimensione umana, al di là dell’arida statistica di morti e sopravvissuti.

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►Roberto Rapisarda: Vite anNegate

►Roberto Rapisarda: Mbweni

L’alternarsi delle testimonianze, tra Enrico Ferro (presidente di “Amici delle missioni Sicilia”), Fiammetta Altadonna (medico di Rianimazione pediatrica del “Garibaldi” di Catania) ed il giornalista Angelo Vecchio Ruggeri, hanno tracciato ulteriormente il profilo umano e l’impegno sociale del mar. Rapisarda.

Già dopo essersi insediato al comando della stazione di via Benedetto Croce, nella sua prima intervista, che ha voluto rilasciare a Biancavilla Oggi, Rapisarda aveva mostrato questa spiccata sensibilità. La lettura dei suoi scritti (il cui ricavato va ai bambini della Guinea Bissau ed in particolare per quelli di Bula) rivela veramente una persona speciale. In questi ultimi mesi abbiamo conosciuto il maresciallo come servitore dello Stato, disponibile con i cittadini, in strada in prima persona a svolgere il suo servizio di contrasto a criminalità ed illegalità diffuse. Da oggi lo conosciamo di più: sotto la divisa del militare ligio al dovere batte un cuore generoso.


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Ucciso dal Covid l’avv. Bandieramonte, belpassese ma legatissimo a Biancavilla

Una persona stimata, la famiglia era originaria del nostro paese, dove aveva parenti, amici e colleghi

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È morto all’età di 62 anni, a causa dell’infezione di coronavirus, l’avv. Gaetano Bandieramonte, persona e professionista apprezzato. Residente da tempo a Belpasso, la sua famiglia era originaria di Biancavilla.

Anche nel nostro paese, tra parenti e colleghi, è stata nutrita la speranza che l’avv. Bandieramonte potesse guarire. Un appello era stato lanciato per la donazione di plasma iperimmune di pazienti già guariti dal Covid. Ma non è bastato.

La notizia del suo decesso, mentre era ricoverato in Terapia intensiva all’ospedale “San Marco”, ha suscitato dispiacere.

Il padre, il prof. Luigi Bandieramonte, viene ancora ricordato per essere stato insegnante di francese nella scuola media “Luigi Sturzo”. A Biancavilla c’è chi ricorda la famiglia Bandieramonte, che abitava nel quartiere dell’Annunziata. E soprattutto i momenti di svago passati in estate alle Vigne, in zona Vallone rosso, vicino il Piccolo seminario.   

Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catania ha diffuso un messaggio di cordoglio: «Con infinita tristezza ricordiamo il caro Gaetano, un professionista serio e competente, e la sua bontà ed umanità. Un amico di tutti. Ci stringiamo al dolore dei suoi familiari e dei figli Simone, nostro collega, ed Erica, giovane praticante avvocato».

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