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Giosuè Arcoria, l’agricoltore 2.0 premiato da McDonanld’s ad Expo

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Giosuè Arcoria nella sua azienda agricola

Il giovane imprenditore biancavillese selezionato per il progetto “Fattore Futuro” dalla nota catena di fast food. Solo 20 su 130 candidati si sono distinti per qualità ed innovazione. Per loro, un contratto triennale di fornitura. 

 

di Vittorio Fiorenza

Da una parte la qualità dei prodotti, dall’altra una forte innovazione introdotta in azienda. Un binomio vincente che ha consentito a 20 giovani imprenditori agricoli ed allevatori italiani di essere scelti da McDonald’s (selezionati su 130 candidati) per la fornitura triennale di ortofrutta e carni.

Tra loro c’è anche il biancavillese Giosuè Arcoria dell’omonima azienda, vicino contrada “Sferro”. All’età di 35 anni, Giosuè guida, assieme ad altri familiari, «un’azienda agricola dal carattere fortemente innovativo, in cui –sottolinea McDonald’s– la tecnologia ha un ruolo chiave: l’irrigazione è completamente automatizzata, e la fertirrigazione è governata da un complesso sistema di software e hardware in grado di calcolare e fornire con esattezza le sostanze nutritive di cui necessitano il terreno e le piante».

«Questo ha permesso, oltre che di ampliare la produzione, di mettere a dimora –viene specificato ancora dalla nota catena di fast food– nuove varietà di arance resistenti ad alcuni virus che danneggiano le piantagioni di agrumi. Inoltre, per garantire alla sua azienda una fonte d’energia rinnovabile, Giosuè conta di installare a breve un nuovo impianto fotovoltaico».

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Giosuè ha 35 anni

Tutti elementi che hanno presentato Arcoria con le carte vincenti e per questo è stato selezionato per la filiera frutta. Il progetto, chiamato “fattore Futuro”, ha avuto il patrocinio del ministero delle Politiche agricole e tutti i 20 giovani imprenditori agricoli scelti hanno avuto il loro palcoscenico ad Expo, a Milano.

La soddisfazione di Giosuè Arcoria è palpabile. «È stato un orgoglio personale e familiare –dice a Biancavilla Oggi– in quanto siamo alla terza generazione di agricoltori e continuiamo il nostro lavoro con tanti sacrifici in una terra non facile».

Un’attività non di ripiego, ma fatta con passione da parte del giovane agricoltore 2.0 di Biancavilla. «Non è vero –ci dice Arcoria con convinzione– che non ci si possa realizzare sul piano economico con il lavoro in agricoltura. In realtà si possono avere tantissime soddisfazioni, grazie alla nostra fantastica isola che ci offre un clima e un territorio favorevole alla riuscita di una vasta gamma di prodotti di indiscussa qualità».

«McDonald’s crede nell’Italia ed è parte attiva del sistema agroalimentare italiano, da cui già oggi acquista l’80% dei suoi ingredienti. Con il progetto Fattore Futuro abbiamo avuto la conferma che l’Italia agricola è viva e che la strategia di aumentare la percentuale dei nostri ingredienti italiani non solo è vincente, ma è anche assolutamente realizzabile – ha detto Roberto Masi, amministratore delegato di McDonald’s Italia -. Siamo felici di accogliere questi 20 imprenditori nel sistema McDonald’s che darà loro la certezza di un contratto pluriennale e la possibilità di essere inseriti in un sistema che, grazie ai nostri partner, opera su scala internazionale con sistemi produttivi e di certificazione all’avanguardia. Il nostro obiettivo è quello di dar loro la possibilità di far crescere concretamente, e in modo sostenibile, queste aziende. Continuiamo ogni anno a confermare non solo di credere nel Paese, ma soprattutto nei suoi giovani».

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I 20 giovani imprenditori con i vertici di McDonald’s ad Expo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

1 Commento

  1. gianfranco galvagno

    15 Ottobre 2015 at 17:56

    Ho già avuto modo di commentare positivamente in altra sede questa bella notizia che fa onore al nostro territorio. “Fattore Futuro” è un efficace e concreto progetto di una multinazionale che dà possibilità di crescita a piccole aziende che offrono prodotti di ottima qualità; è il caso dell’azienda della famiglia Arcoria che da sempre mette in campo serietà e umiltà ma anche tenacia, determinazione e soprattutto mentalità di sviluppo del proprio lavoro. Complimenti davvero e spero che casi analoghi nascano sempre più nella nostra cittadina; d’altronde questa è la dimostrazione che c’è del potenziale; basta farlo emergere.
    Un saluto

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Politica

“Giorno del ricordo” per Salvatore Furno e per tutte le vittime delle Foibe

La memoria ritrovata: targa marmorea in via Romagnosi intitolata al biancavillese ucciso nel 1945

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Da oggi, a Biancavilla una targa ricorda il sacrificio di una vittima delle foibe. Nel Giorno del ricordo, il sindaco Antonio Bonanno ha scoperto una targa commemorativa dedicata a Salvatore Furno, deportato a Capodistria e ucciso nelle foibe nel 1945. La targa si trova in via Romagnosi (già via Collegio) dove Furno abitava assieme alla famiglia. Insegnante e giornalista, Salvatore Furno nacque a Biancavilla nel 1901 per poi trasferirsi in provincia di Gorizia.

Le notizie sulla sua tragica fine prendono le mosse dalle ricerche dello studioso Placido A. Sangiorgio negli archivi di Stato di alcune regioni italiane, i cui risultati sono stati pubblicati per la prima volta nel 2019 da Biancavilla Oggi. Con una comunicazione ufficiale all’amministrazione comunale, l’Unione degli Istriani ha confermato la presenza del nome di un cittadino biancavillese scomparso nell’ambito delle operazioni belliche post 1943. Furno morì a Muggia il 25 maggio del 1945.

«La targa commemorativa che intitoliamo al ‘nostro’ Salvatore Furno – ha affermato il sindaco Bonanno – è un tributo alla memoria ritrovata. Ora sappiamo che un nostro concittadino è stato tra le vittime delle foibe, perseguitato e ucciso sotto l’occupazione dei comunisti jugoslavi. Il nome di Salvatore Furno, la targa commemorativa che a lui intitoliamo, ci fanno sentire parte della grande Storia scritta anche con pagine tragiche come quella che riguarda le foibe».

«Una giornata importante e coinvolgente dal punto di vista emotivo, resa possibile grazie anche alle ricerche di Placido Sangiorgio e alla testata Biancavilla Oggi», ha ancora sottolineato il primo cittadino

Alla cerimonia, presente il presidente del Consiglio Comunale Marco Cantarella. Hanno partecipato alcuni parenti di Furno, commossi del ricordo tributato al loro congiunto dall’amministrazione comunale.

In particolare, il pronipote Franco Furno, che ha reso la sua testimonianza al nostro giornale, ha ribadito: «Sapevamo che nostro zio fosse morto in guerra, ma oggi sappiamo che è rimasto vittima di un “Olocausto” nascosto. Noi siamo veramente orgogliosi di questo riconoscimento e ringraziamo il sindaco e quanti si sono adoperati». Commozione anche da parte della signora Maria Schillaci: «Questa giornata mi ha emozionato tanto, se ci fosse stato mio marito (nipote diretto di Salvatore Furno, ndr) sarebbe stato orgoglioso perché ci teneva tanto sapere in che modo lo zio era morto».

Il presidente dell’Unione Istriana, Massimiliano Lacota, ha inviato un messaggio al sindaco di Biancavilla: «Oggi le nostre tragedie iniziano a essere conosciute, destano interesse tra i giovani, stanno diventando – pur non senza difficoltà –  quel patrimonio della storia nazionale che per decenni fu occultato. E questo è stato possibile grazie anche all’impegno di centinaia di Comuni, e tra questi c’è Biancavilla che non può e non vuole dimenticarci e lo dimostra oggi, con questa bella iniziativa, dedicando una targa alla memoria di Salvatore Furno: grazie di cuore». 

Prima che la targa venisse scoperta, Padre Giovanni Zappalà ha letto una preghiera, scritta nel 1959 dal vescovo di Trieste Antonio Santin, dedicata alle vittime delle foibe.

La cerimonia di commemorazione ha visto presenti, tra gli altri l’ex amministratore Salvuccio Furnari e il consigliere Antonio Bonanno assai operosi nella ricerca di dati riguardanti l’infoibato biancavillese, il primo, e nell’organizzazione della posa, il secondo. L’assessore alla Toponomastica e vice sindaco Nino Finocchiaro ha sottolineato l’interesse di tutta l’amministrazione per una memoria condivisa che sa condannare persecuzioni ed eccidi da qualsiasi parte essi provengano. Il sindaco ha rivolto un saluto di ringraziamento alle forze dell’ordine per la loro presenza.

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