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Cronaca

Due mamme derubate durante la recita all’asilo “Cielo stellato”

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Il plesso “Cielo stellato” del secondo Circolo didattico

di Vittorio Fiorenza

Spiacevole episodio alla scuola materna “Cielo stellato”, legata al Secondo Circolo didattico di Biancavilla. Due mamme sono state derubate (una dell’intero portafogli, l’altra di 20 euro), mentre assistevano alla recita e ai canti preparati dai bambini, come ogni anno, con l’approssimarsi del Natale. L’accaduto diventa ancora più meschino, se si considera che a compiere questo vile gesto si pensa possa essere stato qualcuno degli stessi genitori.

L’arrivo dei carabinieri nel plesso scolastico frequentato da bambini fino a 5 anni di età non è stata affatto una bella scena. Meno male che i piccoli non hanno ben compreso cosa fosse successo. Anzi, hanno osservato la presenza dei militari con grande curiosità e divertimento.

Profondo dispiacere ed imbarazzo, invece, tra le insegnanti, che dopo il lavoro di preparazione dei bambini, hanno visto rovinare una giornata di festa.

Appena arrivati i genitori, gli insegnanti li hanno invitati a lasciare borse e cappotti in classe. Poi, tutti si sono spostati all’ingresso dell’istituto, dove i bambini si sono esibiti. Applausi, sorrisi e un po’ di emozione a vedere i propri figli protagonisti. Uno spettacolo di qualche ora.

Poi, al ritorno in classe, la spiacevole sorpresa. Ad una mamma era scomparso l’intero portafogli: non c’erano soldi all’interno, ma teneva tutti i documenti. Ad un’altra signora, il portafogli è stato lasciato, ma dei 20 euro che aveva, nessuna traccia.

Da qui, la telefonata ai carabinieri, che sono intervenuti immediatamente, ma non hanno potuto certo mettersi a perquisire tutti. Sono rimasti, quindi, i sospetti, puntati su qualcuno dei genitori stessi.

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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