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A Biancavilla “arriva” il clown che rapisce i bambini, ma è solo una balla

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clown

di Vittorio Fiorenza

Anche a Biancavilla è psicosi. Una bufala a tutti gli effetti che si ingigantisce fino a preoccupare genitori ed insegnanti. La storia, falsa e infondata, racconta della presenza di uomini vestiti da clown o preti che stazionano davanti le scuole di Biancavilla (certe “versioni” indicano in particolare il plesso “Grassura” del Secondo circolo didattico), nel tentativo di infastidire o addirittura rapire i bambini.

Tutto falso, nessun motivo di preoccupazione. Eppure, decine di telefonate sono arrivate ai carabinieri e ai vigili urbani, tanto che la compagnia di Paternò ha avviato un’indagine per procurato allarme. Il fatto è che il passaparola, ai tempi di Facebook, viaggia a velocità della luce. Così, sui profili si moltiplicano messaggi di genitori allarmati che, in realtà, non fanno altro che alimentare la catena.

Basterebbe non dare ascolto a racconti palesemente inventati e soprattutto evitare di “spammare” sui social network post che esprimono timori quando non c’è alcun motivo. Semmai, si condivida su Facebook questo articolo per diffondere il messaggio contrario: la storia dei clown che rapiscono i bambini a scuola è una balla.

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Impennata Covid, a Biancavilla il 30% di casi in più negli ultimi 15 giorni

Sono 183 i biancavillesi con positività al virus: +32 “nuovi ingressi” registrati in due settimane

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Non se ne parla, i “bollettini” hanno interrotto la loro periodicità. Ma il Covid non arretra. Anzi, secondo gli ultimi dati verificati da Biancavilla Oggi, nella nostra città c’è –in linea con il trend nazionale– un aumento dei nuovi casi.

Se confrontiamo le statistiche delle ultime due settimane, l’incremento dell’incidenza della positività al coronavirus è balzata di circa il 30%. Se 15 giorni fa, le persone positive a Biancavilla erano un centinaio, adesso quelle registrate sono 183. Nello specifico, i “nuovi ingressi” sono 32, quindi circa il 30% in più rispetto a due settimane fa.

Un salto non indifferente. Ma il dato –riferito al quadro offerto dall’Asp di Catania e dalla struttura commissariale Covid– è da ritenere sottostimato. C’è una realtà sommersa. A causa dei test che si fanno a casa, tanti casi di positività non vengono comunicati ufficialmente o arrivano alle autorità sanitarie con ritardo.

Da qui, la necessità della prevenzione e delle accortezze da seguire quando si frequentano luoghi pubblici. E per chi rientra nel target di età o di “fragili” condizioni di salute, l’opportunità della quarta dose del vaccino.

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