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Cronaca

Intimidazione di fuoco al sindaco: date in fiamme le auto di Glorioso

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Le auto incendiate all’angolo tra le vie Colombo e D’Annunzio (foto Video Star e Tva)

L’episodio è avvenuto poco dopo le 22.30: distrutte una Renault Modus e una Fiat Panda, parcheggiate affianco all’abitazione del primo cittadino, tra via Colombo e via D’Annunzio. Indagano i carabinieri.

di Vittorio Fiorenza

Attentato incendiario, poco dopo le 22.30, ai danni di due auto del sindaco Giuseppe Glorioso. L’episodio è avvenuto affianco all’ingresso dell’abitazione del primo cittadino. Ignoti hanno cosparso di liquido infiammabile la parte anteriore delle due vetture. Le fiamme sono state appiccate praticamente in maniera contemporanea su una Renault Modus, parcheggiata in via Cristoforo Colombo, e su una Fiat Panda, parcheggiata appena svoltato l’angolo, in via Gabriele D’Annunzio.

Immediati l’allarme e la telefonata al 115. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Adrano, che hanno evitato il propagarsi ulteriore delle fiamme. I rilievi del caso sono stati compiuti dai carabinieri della locale stazione.

Evidente la matrice dolosa e la valenza intimidatoria dell’atto. Inquietante anche il dettaglio che gli attentatori abbiano agito ad un’ora serale non tarda.

L’episodio si inserisce in un contesto di forti tensioni che vive la città. Un clima rovente, surriscaldato negli ultimi giorni e nelle ultime settimane dai disordini e dalle scene di rivolta dovuti alle demolizioni di immobili abusivi su ordine della Procura della Repubblica, oltre che dalla serie di blitz antimafia che hanno falciato la riorganizzazione di un gruppo criminale e sventato due omicidi. Da aggiungere a questo quadro, la difficile e delicata vertenza che riguarda gli operatori ecologici della Dusty ed il passaggio, con un nuovo appalto, del servizio di raccolta dei rifiuti.

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Cronaca

Violenta lite tra due uomini all’Idria, carabinieri aggrediti e minacciati

Calci e pugni ai militari intervenuti sul posto: «Ve la faccio finire male, vi ammazzo a tutti quanti»

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Un uomo di 38 anni è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Biancavilla per di minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Un 37enne è stato denunciato per lesioni personali. Entrambi protagonisti di una lite, in piazza Cavour, ai piedi della chiesa dell’Idria, nel centro storico di Biancavilla.

Su disposizione della centrale operativa della Compagnia dei Carabinieri di Paternò, che aveva ricevuto tramite 112 una segnalazione, i militari di pattuglia si sono recati immediatamente sul posto.

Nemmeno il tempo di scendere dall’auto di servizio, che i militari si son visti parare davanti il 38enne. Senza mascherina e il volto insanguinato, nonché in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcool, li ha aggrediti con calci e pugni. E poi urla contro di loro: «Non servite a nulla! Io faccio parte di un clan mafioso di Adrano! Ora ve la faccio finire male! Ora vi mando tutti in ospedale! Appena mi liberate vi ammazzo a tutti quanti».        

Dopo una violenta colluttazione, i carabinieri sono comunque riusciti a bloccarlo e ammanettarlo. I militari hanno accertato che poco prima, al termine di un’animata lite, il 38enne era stato colpito al volto dal 37enne, quest’ultimo risultato l’ex marito dell’attuale compagna dell’altro. L’arrestato è stato accompagnato all’Ospedale “San Marco” di Catania, dove i medici del pronto soccorso gli hanno diagnosticato un “trauma facciale con ematomi al viso”, giudicato guaribile in 30 giorni.

La solidarietà del sindaco ai carabinieri

«Ritengo doveroso esprimere tutta la mia vicinanza ai carabinieri che ieri sera sono stati minacciati e vessati da due persone», ha detto il sindaco Antonio Bonanno per manifestare solidarietà alla stazione di via Benedetto Croce.

«Il lavoro dei militari della nostra Stazione è impagabile. Sempre in prima linea a fronteggiare anche l’emergenza sanitaria in corso. La loro efficienza e sensibilità -ha concluso il primo cittadino- si stanno rivelando fondamentale. A loro, va tutto il nostro sostegno».

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