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Cronaca

«È stata una demolizione criminale: sicurezza violata dal rischio amianto»

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Il comitato degli abusivi si affida all’avv. Vincenza Nicotra, che annuncia un esposto alla Procura per le modalità con cui è stata eseguita la demolizione, in riferimento alle potenziali polveri di fluoroedenite sollevate.

«È stata una demolizione criminale. In settimana presenterò in Procura un esposto-denuncia con tutte le firme della petizione del comitato di Biancavilla, affinché si accerti ciò che si è verificato oggi a Biancavilla ed eventualmente si proceda contro quegli organi periferici dello Stato che erano chiamati ad eseguire un provvedimento della Procura stessa ma lo hanno fatto, secondo noi, violando le normative di sicurezza».

Ad edificio abbattuto, l’avv. Vincenza Nicotra, attorniata dagli abitanti di via Canada e delle vie limitrofe, non parla più del caso specifico, ovvero del garage buttato giù dalle ruspe su ordine della Procura. Il legale rappresenta l’intero comitato degli abusivi, che già il giorno prima aveva sollevato la questione della sicurezza nelle fasi della demolizione con riferimento al “rischio amianto”.

«Abbiamo già notato –spiega il legale– delle inadempienze nel modus operandi per la demolizione dell’edificio di via Cellini. E anche in questo caso, qui in via Canada, sono state compiute le stesse disattenzioni, non avendo fatto una serie di accertamenti obbligatori per legge»

L’avv. Nicotra entra nel merito della questione: «Il primo accertamento, su cui il corpo di polizia municipale è organo esecutivo e vigilante, è quello di esporre la cartellonistica del cantiere, nella quale si possa leggere la ditta appaltatrice. E poi il provvedimento di incarico, le certificazioni della ditta in materia di trattamento dell’amianto e soprattutto quelle antimafia, oltre a sapere quali altre ditte hanno partecipato, al fine di eventuali verifiche da parte della cittadinanza. Evidentemente queste mie “lagnanze amministrative” non sono state ascoltate dagli organi preposti, presenti qui oggi. Eppure, c’è un problema che coinvolge la salute pubblica e non c’è nemmeno l’Azienda sanitaria presente. I cittadini sono stati abbandonati e lasciati esposti alle eventuali polveri di amianto».

Il legale puntualizza che «è legittimo il provvedimento della Procura sulla demolizione, ma il modo in cui è stato operato rappresenta un’esecuzione criminale. Non c’è mascherina che tenga contro il materiale-killer che è stato sparso in tutto il quartiere».

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Cronaca

Lite con coltello: 66enne di Biancavilla arrestato per tentato omicidio

Diverbio tra proprietari di terreni attigui, la vittima trasportata al “Maria Santissima Addolorata”

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Arrestato dai carabinieri un 66enne di Biancavilla con l’accusa di tentato omicidio aggravato. Avrebbe colpito un coetaneo di Adrano con diversi fendenti. Adesso si trova rinchiuso nel carcere di Noto. I fatti sono stati ricostruiti dai militari, dopo che la vittima si è presentata nella stazione di Adrano, chiedendo aiuto.

L’uomo, che aveva vistose ferite da taglio in diverse parti del corpo e in particolare al collo e al volto, è stato immediatamente soccorso dai carabinieri. Chiamata un’ambulanza, è stato trasportato all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla.

Secondo quanto appurato dai militari, il 66enne adranita, proprietario di alcuni appezzamenti in contrada Irveri, aveva avuto un diverbio con il padrone dei terreni attigui, un 66enne di Biancavilla, per questioni relative ai confini dei fondi. La discussione si era però tramutata in una vera e propria lite, al termine della quale il biancavillese aveva usato un coltello da cucina, ferendo l’altro. Ferite con una prognosi –stabilita dai medici di Biancavilla– in 10 giorni.

Svolte le indagini, i carabinieri hanno quindi rintracciato l’aggressore nella sua abitazione. Qui è stato trovato con la maglietta ancora sporca di sangue ed in possesso del coltello appena utilizzato. Immediato l’arresto.

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