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Cronaca

Ladro entra in casa nella notte, il proprietario reagisce: ferito

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di Orazio Caruso

Tentata rapina all’interno di una abitazione di via Simeto (traversina di fronte alla chiesa della Mercede), ad angolo con il cortile Furnari, nel centro storico di Biancavilla. Ad agire è stato un rapinatore solitario. L’uomo è entrato in azione poco dopo l’una del mattino. Il balordo, per non farsi identificare, aveva il volto parzialmente travisato. Il malvivente, dopo aver forzato una finestra posta a piano terra, è entrato dentro casa e si è diretto verso la cucina, prendendo da un cassetto un coltello.

Dalla ricostruzione effettuata dai carabinieri della locale stazione, presso la quale la vittima ha sporto regolare denuncia, il malvivente avrebbe iniziato a rovistare in casa alla ricerca di oggetti di valore ma anche di denaro.

Non trovando nulla, l’uomo si è diretto nella stanza dove dormiva il   proprietario dell’immobile, un pensionato di 64 anni. Arma alla mano, lo avrebbe minacciato di accoltellarlo se non gli avesse consegnato oro e denaro.

La vittima, per nulla intimorita, avrebbe prontamente reagito, cogliendo di fatto di sorpresa il rapinatore che non si aspettava questa reazione: ne è scaturita una breve e intensa colluttazione. Ad avere la peggio è stato il pensionato.

Il malvivente è riuscito a divincolasi e a fuggire a piedi per  le vie circostanti. Non è da escludere che il malvivente avesse un complice ad attenderlo.

Il pensionato ha allertato i soccorsi: sul posto, i carabinieri e un’ambulanza del 118 che ha trasportato il ferito al pronto soccorso dell’ospedale di Biancavilla, dove i medici lo hanno giudicato guaribile in 10 giorni, salvo complicazioni.

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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