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Cronaca

Ladro entra in casa nella notte, il proprietario reagisce: ferito

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di Orazio Caruso

Tentata rapina all’interno di una abitazione di via Simeto (traversina di fronte alla chiesa della Mercede), ad angolo con il cortile Furnari, nel centro storico di Biancavilla. Ad agire è stato un rapinatore solitario. L’uomo è entrato in azione poco dopo l’una del mattino. Il balordo, per non farsi identificare, aveva il volto parzialmente travisato. Il malvivente, dopo aver forzato una finestra posta a piano terra, è entrato dentro casa e si è diretto verso la cucina, prendendo da un cassetto un coltello.

Dalla ricostruzione effettuata dai carabinieri della locale stazione, presso la quale la vittima ha sporto regolare denuncia, il malvivente avrebbe iniziato a rovistare in casa alla ricerca di oggetti di valore ma anche di denaro.

Non trovando nulla, l’uomo si è diretto nella stanza dove dormiva il   proprietario dell’immobile, un pensionato di 64 anni. Arma alla mano, lo avrebbe minacciato di accoltellarlo se non gli avesse consegnato oro e denaro.

La vittima, per nulla intimorita, avrebbe prontamente reagito, cogliendo di fatto di sorpresa il rapinatore che non si aspettava questa reazione: ne è scaturita una breve e intensa colluttazione. Ad avere la peggio è stato il pensionato.

Il malvivente è riuscito a divincolasi e a fuggire a piedi per  le vie circostanti. Non è da escludere che il malvivente avesse un complice ad attenderlo.

Il pensionato ha allertato i soccorsi: sul posto, i carabinieri e un’ambulanza del 118 che ha trasportato il ferito al pronto soccorso dell’ospedale di Biancavilla, dove i medici lo hanno giudicato guaribile in 10 giorni, salvo complicazioni.

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Cronaca

Fuochi d’artificio e rombi di motori per l’ultimo saluto ad Antonio Andolfi

Funerali nella chiesa del “Santissimo Salvatore” per il giovane ucciso nelle campagne di Centuripe

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Fuochi d’artificio fuori dall’abitazione di Spartiviale, all’ingresso della chiesa del “Santissimo Salvatore” e al cimitero. Un corteo con moto e scooter lungo le strade del centro storico. Clacson e rombo di motori. Striscioni e palloncini. Applausi e lacrime.

Così è avvenuto l’ultimo saluto ad Antonio Andolfi, il giovane biancavillese di 20 anni ucciso con un colpo di pistola, durante un inseguimento, nelle campagne di Centuripe.

I funerali li ha celebrati il parroco don Salvatore Verzì. All’interno della chiesa di viale Europa, silenzio e raccoglimento, attorno alla bara bianca.

«Bisogna alzare lo sguardo a Cristo – ha detto padre Verzì – perché guardando Cristo l’uomo, chiunque esso sia, può ritrovare la vera immagine di sé e così non fare del suo cuore un luogo di barbarie». Il sacerdote si è rivolto in modo particolare ai giovani presenti: «La vita è sacra, altrimenti è davvero la barbarie. Solo Cristo ha il potere di liberarci della morte qualsiasi forma essa assuma».

Per ragioni di prevenzione di ordine pubblico, a seguire e monitorare lo svolgimento, come accade in casi del genere, c’erano carabinieri in divisa e in borghese.

Indagini ancora in corso

Sul fronte delle indagini, nonostante sia stato sottoposto a fermo il 46enne Salvatore Santangelo per gravi indizi di colpevolezza, il lavoro dei militari non è ancora concluso. Proseguono approfondimenti e acquisizioni di informazioni. Il fascicolo dell’inchiesta è ora sul tavolo della Procura di Enna, competente per territorio.

Il movente è stato indicato in una serie di dissidi tra il presunto omicida e la vittima per questioni legate a terreni e pascoli di ovini. Al vaglio degli inquirenti, episodi che si riferiscono agli ultimi due anni. L’ultima discussione è degenerata in lite. Ne è nato un inseguimento nelle strade di campagna. Santangelo, con la sua jeep, si è ritrovato affiancato al furgoncino in cui viaggiava Andolfi, e ha cominciato a sparare. Almeno tre colpi di pistola. Uno ha centrato il giovane al torace, come accertato pure dall’esame autoptico.

Il conducente del furgone – anche lui allevatore – ha proseguito la corsa fino all’ospedale di Biancavilla, ma il 20enne era già spirato durante il tragitto. Ai carabinieri della compagnia di Paternò e della stazione di Biancavilla è bastato poco per rintracciare Santangelo, che non era ancora rientrato a casa e che subito ha assunto un atteggiamento collaborativo.

Assistito dall’avv. Giuseppe Milazzo, si attende per lui una nuova convalida del fermo da parte del gip del Tribunale di Enna, dopo quello disposto in un primo momento a Catania. Resta chiuso in una cella del carcere catanese di piazza Lanza. Gli vengono contestati l’omicidio di Andolfi, il tentato omicidio del conducente del furgoncino e il porto illegale d’arma da fuoco.

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