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Cronaca

Il papà di Antonio: «Un’auto ha ucciso mio figlio, chi ha visto?»

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Antonio Gagliano e il luogo dell’incidente, in via Cristoforo Colombo

Il caso è stato archiviato come incidente autonomo in moto. Ma a due mesi esatti dalla morte di Antonio Gagliano, il padre lancia un appello: «In tanti dicono che una Mini Cooper gli abbia tagliato la strada. Non ce la faccio più, chi sa, parli. Si tolga questo peso».

di Vittorio Fiorenza

«Chiedo a chi sa e ha visto qualcosa, di mettersi una mano sulla coscienza e parlare. Faccio appello a chi possa fornire un dettaglio utile per aiutare le forze dell’ordine a risalire alla verità. Sono un padre addolorato, vivo da due mesi con questo pensiero fisso, non ce la faccio più».

A parlare a Biancavilla Oggi è Salvatore Gagliano, il padre di Antonio, il ragazzo morto esattamente due mesi fa in via Cristoforo Colombo, a seguito di un incidente con la sua moto con in sella anche la moglie, rimasta ferita ed ancora in fase di riabilitazione, dopo un delicato intervento ad un ginocchio.

I familiari non credono alla versione ufficiale con cui è stato archiviato il caso: perdita di controllo del mezzo. E la moglie di Antonio, che avrebbe ricordi confusi di quel preciso momento, non sarebbe stata mai sentita dai carabinieri.

«Fin da quella stessa notte -racconta il signor Gagliano-, si sono diffuse voci di un’auto che avrebbe tagliato la strada a mio figlio. Voci che i ragazzi accorsi sul posto si scambiavano appena dopo l’incidente e che poi mi sono state confermate da più persone, compreso un operatore di un istituto di vigilanza. Mi è stato detto, in particolare, che sarebbe stata una Mini Cooper a venire addosso a mio figlio e a causare l’incidente».

Comprensibile lo stato d’animo di un genitore che vive senza una verità piena: «Antonio –sottolinea ancora il padre– non era un ragazzo scapestrato, ma uno buono e serio. Stava tornando, assieme alla moglie,  da una serata con amici in piazza e tutti giurano che non aveva abusato o esagerato con l’alcool. Anche sua moglie mi ha assicurato che non andavano a grande velocità. Casa sua, poi, è distante poche decine di metri dal luogo dell’incidente. Ancora una traversa dopo ed era praticamente già arrivato. Invece…».

Invece, quel terribile impatto con un palo della pubblica illuminazione e con una ringhiera di ferro, dove ancora oggi resistono i segni e un mazzo di fiori ricorda questa terribile tragedia. E pensare che Antonio, quella moto, la voleva vendere. Anzi, aveva già pubblicato un annuncio e avrebbe dovuto vedersi con un potenziale acquirente. Che destino beffardo.

Il signor Gagliano si è affidato all’avv. Maurizio Di Bella, nel tentativo di fare riaprire il caso. A sostegno dei dubbi dei familiari, ci sarebbero anche alcuni rilievi tecnici di un consulente, secondo cui non tutto quadrerebbe con la versione ufficiale. Ma le osservazioni tecniche non bastano. Ci vuole qualcuno che quella notte ha visto qualcosa e possa dare un contributo, in modo che quelle voci sulla Mini Cooper possano avere una sostanza.

«Non ce la faccio più, giro da due mesi, ho perso un figlio e voglio la verità –dice con sconforto il signor Gagliano– chi sa, parli, contatti le forze dell’ordine, si tolga questo peso. E lo tolga a noi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Giochi illegali in un bar di Biancavilla: multa da 400mila euro al titolare

Se la sanzione sarà pagata entro 60 giorni, il versamento richiesto è di “soli” 80mila euro

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All’interno del bar, nella centralissima via Vittorio Emanuele, si nascondeva un’attività di gioco illegale. La scoperta è dei carabinieri della stazione di Biancavilla e dei funzionari dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli.

I funzionari della sezione operativa di Catania e i militari hanno rinvenuto, accesi e funzionanti, otto videogiochi totem adibiti ai giochi da casinò con vincite in denaro, identificando anche cinque giocatori.

Generalmente, tramite un contratto di comodato d’uso, i totem sono destinati ad offrire prodotti e servizi online e dai terminali non è consentito accedere a siti di gioco con vincita in denaro. All’atto del controllo, invece, le apparecchiature erano utilizzate come videogiochi, senza autorizzazione dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli e senza alcun collegamento alla banca dati nazionale.

Per tale motivo sono state comminate sanzioni amministrative per un totale di 400.000 euro. Se il gestore del bar provvederà a pagare in misura ridotta entro sessanta giorni sarà tenuto al versamento di 80.000 euro, evitando la sanzione accessoria della chiusura del locale da trenta a sessanta giorni.

Il titolare è stato, inoltre, denunciato per l’assenza della prevista tabella dei giochi proibiti dallo Stato e per il gioco d’azzardo.

L’operazione conferma il legame tra carabinieri ed Agenzia Dogane e Monopoli nella lotta alla ludopatia, attraverso il contrasto al gioco illegale. A Biancavilla, una precedente operazione, lo scorso settembre, aveva portato a sanzioni per due gestori di bar con giochi illegali al loro interno.

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