16122017GOODNEWS:

Un flash mob per Valentina Salamone Il papà Nino: «Denunciare sempre»

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someonePrint this page

Per la Giornata contro la violenza sulle donne, speciale ricordo in piazza Roma per la giovane biancavillese uccisa in una villetta di Adrano. Presenti i genitori.

 

di Salvo Sidoti

“Ti amo da vivere”. Una frase semplice, non sempre scontata, alla quale viene quasi sempre preferita la più diffusa “Ti amo da morire”, che simboleggia, a volte, l’anticamera di tragedie. Per questo motivo “Ti amo da vivere” sintetizza il messaggio lanciato con la coinvolgente iniziativa di Biancavilla, promossa dall’amministrazione comunale e dal Liceo delle Scienze Umane e dall’Istituto Tecnico e Tecnologico, nell’ambito della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Centinaia gli alunni coinvolti, prima con laboratori creativi in classe e poi con il flash mob in piazza Roma, tutti insieme per lanciare messaggi positivi: il valore della vita, il rispetto degli altri e soprattutto per gridare “No alla violenza sulle donne”.

I ragazzi sono stati protagonisti dello spettacolare flash mob, per rappresentare un messaggio semplice: l’amore è vita e non morte. Con un gioco coreografico in un grande cerchio, lettere in movimento hanno prima formato la frase “Ti amo da morire”, poi ricomposta con altre lettere in “Ti amo da vivere”. Ma il pensiero di tutti è andato ad una bella e sfortunata ragazza, Valentina Salamone, la 19enne biancavillese trovata impiccata in una villetta di Adrano nel luglio del 2010, per la drammatica vicenda legata alla sua morte è in corso un processo per omicidio.

A lei è stato dedicato un momento della manifestazione, alla presenza dei suoi genitori, commossi quando in tanti hanno ricordato la giovane. «Biancavilla non dimentica Valentina – ha detto l’assessore biancavillese alle Pari opportunità, Cristina Toscano.

«Sono contento per questa iniziativa – dice Nino Salamone, il papà di Valentina – perché quello che è accaduto a mia figlia potrebbe accadere ad altre. Bisogna denunciare sempre perché gli assassini non debbono restare impuniti e deve essere sempre fatta giustizia».

«Ogni genere di violenza si combatte innanzitutto educando gli alunni alla pace – dice la prof.ssa Giusy Rasà del Liceo delle Scienze Umane – cosi come facciamo nella nostra scuola».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

INVIA IL COMMENTO