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Gatta uccisa con un colpo di scopa: una denuncia per la morte di Grigina

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Eccola: lei a Grigina, la trovatella meticcia che era stata adottata sei anni fa

Episodio di crudeltà in via Altissimo. La povera bestiola era all’ombra, quando -secondo la denuncia presentata ai carabinieri- le è stato assestato un colpo alla testa. Il dolore l’ha fatta contorcere fino a farla morire di dolore. 

 

di Vittorio Fiorenza

Infastidita dalla presenza di una gatta vicino casa sua, avrebbe preso una scopa, assestando un colpo in testa al povero animale. Barcollante, la bestiola ha cercato di allontanarsi, trascinandosi, ma da lì a poco è morta. È successo a Biancavilla, in via Altissimo.

La casalinga 60enne che avrebbe ucciso la gatta è stata ora denunciata dalla proprietaria dell’animale. Grigina, si chiamava: nome suggerito dal colore del suo mantello.

«Era una trovatella meticcia, buona ed educata, era solita giocare con una palla di carta, che le facevo io», dice la sua padrona. Che non si dà pace e chiede che la sua vicina risponda dell’uccisione dell’animale, reato previsto dall’art. 544 bis del Codice penale con una pena fino a 24 mesi di reclusione.

«Ho visto la mia gattina che era uscita di casa e che dormiva pacificamente all’ombra, nei pressi dell’abitazione della mia vicina. All’improvviso –si legge nella denuncia ai carabinieri– mi giro e vedo la gatta dimenarsi come se avesse le convulsioni, manifestando notevole sofferenza fisica. Siccome sul marciapiede vi era la mia vicina che stava spazzando la strada con una scopa, le ho chiesto conferma dell’unica cosa che poteva essere accaduta e cioè che l’avesse colpita con la scopa. Ed infatti, lei me lo ha confermato».

Ma perché un gesto così crudele? «Niente, così…», avrebbe risposto la 60enne, entrandosene poi a casa, incurante dell’agonia della bestiola.

«La gattina, in stato di evidente sofferenza, continuava a dimenarsi, a contorcersi e a muoversi in modo scomposto e poiché non riusciva a controllare i propri movimenti proprio a causa del dolore, iniziava a rotolare come se fosse un peso morto, fino a spirare», racconta ancora la sua padrona. Assistita dall’avv. Pilar Castiglia, chiede una giusta condanna per la fine atroce riservata a Grigina, mentre se ne stava tranquillamente sdraiata all’ombra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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