19082017IN PRIMO PIANO:

Ficodindia, balzo del 7% nei mercati Raccolta anticipata per il forte caldo

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ficodindia

Biancavilla si attesta tra le “capitali” di questo frutto che conquista i mercati internazionali. Produzioni e vendite registrano un boom. E l’avvio della raccolta è già alle porte.

 

di Alessandro Rapisarda

Macché “pane dei poveri”. Il ficodindia è diventato elemento trainante dell’agricoltura e del commercio locale. Biancavilla, che non a caso ha già ospitato il convegno mondiale su questa coltura, ospitando esperti internazionali, si propone nel mercato europeo tra le “capitali” di questa pianta.

Qui, come nel resto della Sicilia, la produzione e la vendita hanno toccato il boom, segnando un +7% ogni anno, secondo i dati più aggiornati messi a disposizione dal Consorzio di tutela del Ficodindia dell’Etna Dop, che ha sede a Piano Rinazze. Già, proprio la contrada a sud di Biancavilla, che nelle ultime settimane è stata presa di mira dai “signori dei rifiuti” con i progetti, tanto contestati, di due mega impianti per lo smaltimento.

Le previsioni per la prossima campagna sono più confortanti. Anzi, le temperature alte che si sono registrate nelle ultime settimane hanno consentito una precoce maturazione del frutto al punto da rendersi necessaria un’anticipazione della campagna di raccolta, che dovrebbe essere avviata già dal prossimo 25 luglio.

Così, il frutto che durate i conflitti mondiali è servito alle fasce più deboli della popolazione per sopravvivere, anche attraverso vari trasformati come la “mostarda” o il “vino cotto”, è diventato adesso uno de più importanti prodotti commerciali del nostro territorio.

Spostandosi a sud di Biancavilla, questa particolare coltura presente ormai in ogni cartolina della Sicilia, vive una fase di grande espansione, sempre più apprezzata da parte di agricoltori e commercianti. Anche i mercati premiano sempre più il ficodindia, in controtendenza rispetto al periodo di profonda crisi, soprattutto del comparto agricolo.

A dare un forte impulso alla crescita e alla diffusione del frutto sono stati certamente gli importanti riconoscimenti, come la Denominazione di Origine Protetta per l’area di San Cono e per la zona biancavillese, che vanta il marchio del “Ficodindia dell’Etna Dop”.

«Oltre all’utilizzo del prodotto fresco, i derivati –viene sottolineato dal Consorzio biancavillese– aprono nuovi canali commerciali anche nella cosmesi, dove l’olio di semi di ficodindia ha dato vita ad una gamma di prodotti straordinari anti-età con capacità “rigenerative” e cicatrizzanti su tessuti e piccole ferite. Di rilevante importanza anche la produzione del Miele di Ficodindia con particolarità organolettiche uniche».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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