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Rifiuti da trattare a Piano Rinazze? Anche Coldiretti e Cia si oppongono

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Giovanni Pappalardo (Coldiretti) e Giuseppe Di Silvestro (Cia)

di Vittorio Fiorenza

Si allarga il fronte contrario alla realizzazione degli impianti di trattamento dei rifiuti nella zona di Rinazze, a sud di Biancavilla. I vertici catanesi di Coldiretti e Cia si schierano a fianco e a difesa delle imprese di lavorazione dei prodotti agricoli. Imprese che danno lavoro, con l’indotto, ad oltre 500 persone.

«Noi siamo fortemente contrari a questo tipo di intervento in quell’area –dice a Biancavilla Oggi, Giovanni Pappalardo, presidente provinciale della Coldiretti– in cui insistono distretti molto importanti dell’agroalimentare d’eccellenza della nostra provincia, come l’arancia rossa e il ficodindia. Ecco perché andare ad inserire strutture di quel tipo in questo contesto significherebbe far crollare e distruggere quanto di buono si è costruito e dare un colpo mortale ad un settore agricolo che, pur fra mille difficoltà, sta riemergendo»

Pappalardo specifica che «non si è contrari alla costruzione degli impianti, ma siamo contrari per quell’area. Se ne cerchi un’altra in cui non si crei danno all’agricoltura e all’indotto. Quando vendiamo un prodotto noi vendiamo il territorio. Che territorio possiamo vendere se gli acquirenti vengono e si ritrovano un impianto di smaltimento dei rifiuti accanto alle nostre produzioni? Produzioni che verrebbero svilite e noi non avremmo quello stesso appeal nei confronti degli acquirenti».

Stessi toni anche da parte di Giuseppe Di Silvestro, presidente della Cia (Confederazione Italiana Agricoltura). «Siamo contrari agli impianti in quel luogo. D’altra parte –spiega a Biancavilla Oggi–ci sono siti in cui non si arrecherebbero danni e soprattutto sono distanti dai centri urbani o in cui si produce e lavora, sempre a condizione che non si crei inquinamento. Noi chiediamo che questi impianti siano spostati dove non c’è produzione vocata per evitare danni a produzioni e produttori, che creano reddito ed economia, in un momento in cui siamo in grosse e serie difficoltà».

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