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Superata la vecchia aula scolastica Tutto il 2° Circolo diventa laboratorio

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Ogni aula è stata trasformata in un allegro laboratorio. Tra questi, anche uno per imparare a dibattere e argomentare. L’apprendimento è stato strutturato come un gioco. Un metodo che ha entusiasmato alunni e genitori. 

 

di Vittorio Fiorenza

L’aula scolastica disposta con banchi e posti fissi per gli alunni? Un concetto vecchio, rimasuglio del secolo scorso. Al Secondo Circolo didattico di Biancavilla la tradizionale configurazione è stata sostituita, per una settimana, con il concetto moderno degli “ambienti di apprendimento”. Un nuovo modo di allestire gli spazi dedicati agli alunni con più adeguate strategie metodologiche.

In concreto, sia al plesso “Giovanni Verga sia in quello centrale, le aule scolastiche sono state di fatto “disgregate” per farne aule-laboratorio, da quello artistico-manuale o di riciclaggio a quello di scrittura e lettura creative o di inglese, da quello motorio a quello matematico, scientifico e informatico fino a quelli di musica, disegno e pittura. È stato creato persino un laboratorio per fare acquisire agli alunni capacità di argomentare e dibattere, seguendo l’idea “Debate” di Avanguardie educative, movimento dell’Indire, a cui la scuola biancavillese ha aderito.

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«Gli alunni –spiegano dal Secondo Circolo didattico– hanno avuto così la possibilità di spostarsi in base all’orario didattico giornaliero nei vari laboratori, dove hanno trovato tutto il materiale didattico necessario. Le attività sono state strutturate in modo inclusivo, così da coinvolgere tutti gli alunni e consentire il perseguimento della mission del nostro istituto: favorire il benessere degli alunni e il successo formativo.

La rimodulazione degli spazi e delle metodologie didattiche hanno suscitato un interesse positivo tra alunni e genitori.

«I contenuti disciplinari –viene sottolineato dagli insegnanti– sono stati affrontati in maniera ludica per imparare con divertimento. I docenti hanno potuto osservare i propri alunni in attività che hanno permesso di mostrare le inclinazioni e gli stili di apprendimento di ognuno. Ciò ha permesso di acquisire nuovi dati per le attività di continuità e orientamento e di modulare le programmazione didattiche in maniera più aderente ai bisogni degli alunni».

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