11122017GOODNEWS:

Le ragioni del cuore e del diritto:
ok a conoscere la sua vera madre

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Una manifestazione a Roma del comitato “Diritto alle origini”

Battaglia vinta da una donna adranita 50enne per risalire alla sua madre naturale. Merito di un legale di Biancavilla, l’avv. Maria Rosa Petronio, artefece di una svolta giurisprudenizale in materia. 

 

di Vittorio Fiorenza

Cinquant’anni passati con il desiderio di conoscere la propria madre. Una vita intera a porsi interrogativi laceranti e ad immaginare il volto di chi l’ha messa al mondo, senza comunque disconoscere l’affetto e la gratitudine per i genitori adottivi. Adesso, per una donna di Adrano, la possibilità di conoscere la madre naturale si fa più concreta.

La Corte d’appello di Catania, che a marzo aveva già decretato in suo favore il riconoscimento del “diritto alle origini”, ora ricalca la decisione con un’ordinanza. Una serie di istruzioni operative che la Corte (presieduta da Tommaso Francola con Rita Russo come consigliere relatore) ha dettato per rintracciare, dopo mezzo secolo, la vera madre. È un pronunciamento giudiziario storico: il primo in Sicilia, tra i pochissimi in Italia. Merito dell’avv. Maria Rosa Petronio, che ha assistito la 50enne di Adrano, districandosi nel buio normativo, ma facendo leva sugli orientamenti favorevoli espressi sia dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che dalla Corte Costituzionale.

«La mia assistita –spiega l’avv. Petronio– non ha scelto la via più veloce di andare in una trasmissione televisiva a cercare la madre, ma per delicatezza si è affidata alla giustizia. Combattiamo da due anni, siamo più vicini alla verità. Mi auguro che a Natale si possa raccontare il lieto fine di questa storia di profondi sentimenti».

Le disposizioni date dai giudici sono molto rigorose: apertura di un fascicolo secretato, acquisizione tramite l’Archivio di Stato della cartella clinica del parto, individuazione della madre attraverso la polizia municipale. Si sa, dalle prime informazioni, che la madre naturale è in vita e risiede fuori Sicilia. A giorni, la fase cruciale: contattarla, comunicarle che la figlia la sta cercando e lasciarla decidere. Può acconsentire ad un incontro o, come è nel suo diritto, negarlo.

E se incontro ci sarà, la signora di Adrano, protagonista di questa svolta giurisprudenziale, come aveva già sottolineato, vorrà solo mettere alcuni tasselli al posto giusto, senza giudicare.

«Non mi aspetto racconti positivi, immagino –aveva detto a Biancavilla Oggi dopo il primo pronunciamento della Corte d’appello– che la mia vera mamma abbia avuto un cammino di sofferenza e che abbia deciso di lasciarmi adottare, con grande sacrificio, per consentirmi una vita migliore di quella che forse avrebbe potuto offrirmi lei. E così è stato: ho avuto una buona vita. Per questo voglio ringraziarla. Non c’è nessun desiderio di giudicare o tornare sui mille “perché” che mi hanno accompagnata fin da bambina. La mia motivazione è molto intima ed emozionale».

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