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Operaio senza stipendio minaccia il suicidio dal cantiere dell’ospedale

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L’impresa, la Lotos srl, non paga da diversi mesi le spettanze. E un lavoratore di Motta Sant’Anastasia, sopraffatto dalla disperazione, ha tentato di buttarsi dal balcone. I carabinieri lo salvano. La Cisl: «Situazione allucinante che riguarda tutti gli operai».

 

di Vittorio Fiorenza

Come ogni mattina è andato al lavoro e ha fatto il suo ingresso nel cantiere. Ma lo sconforto e la disperazione lo hanno sopraffatto. Così, ha minacciato di buttarsi dal balcone del terzo piano del nuovo plesso ospedaliero di Biancavilla: «Non ce la faccio più, non so più come andare avanti». Un operaio 48enne di Motta Sant’Anastasia ha tentato il suicidio perché senza stipendio da molti mesi. Soltanto l’intervento dei carabinieri della stazione di Biancavilla ha fatto desistere l’uomo dalla soluzione estrema. Non un gesto provocatorio, sottolineano colleghi e sindacalisti. Ma un gesto dettato da uno stato di malessere che riguarda tutti gli operai della ditta. L’impresa è la Lotos srl di Aci Castello e il cantiere è quello della nuova ala dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata”.

«La situazione è veramente allucinante –denuncia Domenico Morabito, dirigente della Filca-Cisl, che si è subito recato in cantiere– perché la disperazione di questo operaio riguarda tutti gli altri suoi colleghi, una quindicina, che si trovano nella stessa condizione. Noi della Cisl seguiamo il caso dallo scorso luglio. L’impresa, che ha consegnato il Sal (Stato di avanzamento lavori) ci aveva detto di avere problemi con la stazione appaltante, che è l’Asp di Catania. Ma ci aveva rassicurato che avrebbe liquidato almeno il 50% degli stipendi arretrati. Il lavoratore si aspettava una comunicazione in tal senso proprio stamattina ma non avendo avuto riscontri ha pensato di compiere quel gesto».

Il sindacalista non nasconde la sua preoccupazione. «Una situazione così drammatica –sottolinea a Biancavilla Oggi– non possiamo gestirla a lungo, l’esasperazione è palpabile. Ecco perché chiederemo una convocazione urgente all’Asp, coinvolgendo tutti i soggetti in campo e in sinergia con la Prefettura di Catania e l’Ispettorato provinciale del lavoro».

Una vicenda su cui l’organizzazione sindacale vuole chiarezza e soprattutto garanzie per i lavoratori, come specifica Nunzio Turrisi, segretario generale Filca-Cisl: «Se l’impresa non è in grado di corrispondere immediatamente quanto dovuto agli operai, chiederemo all’ente appaltante di sostituirsi nei pagamenti in maniera diretta».

«Siamo contenti che l’episodio si sia risolto positivamente per la salute e la vita dell’operaio – aggiunge Turrisi – ma resta in piedi tutta la vicenda che ha scatenato il gesto. Ancora una volta, sono i lavoratori a pagare il prezzo più alto di quella che appare una serie di inadempienze e di incapacità imprenditoriali. Il problema va risolto nel più breve tempo possibile e per questo chiamiamo tutte le parti interessate a una maggiore vigilanza e responsabilità».

Un cantiere “tormentato”, quello del nuovo plesso ospedaliero. Negli anni non sono mancati gli inghippi burocratici, stop dei lavori, furti, sabotaggi e minacce. Poi il cambio di impresa, dall’Ati Group alla Lotos, lo scorso novembre. E adesso, nonostante i lavori siano ripartiti, le mancate spettanze ai lavoratori.

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