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“Chiuso per mafia” in pieno centro Chiarito il giallo di quelle scritte

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Un accaduto che non poteva non essere osservato dai tanti che sono passati per via Vittorio Emanuele, vicino Villa delle Favare. E anche i carabinieri sono intervenuti per scoprire che… la mafia non c’entra.

 

di Vittorio Fiorenza

Non c’entra nulla la mafia. Non c’entra nulla il racket delle estorsioni. I carabinieri avrebbero voluto sperare che dietro a quelle scritte ci fosse un gesto di ribellione di un commerciante contro il pizzo. Niente di tutto questo: a Biancavilla, l’esempio di Libero Grassi non è mai diventato esercizio della cultura della legalità cittadina. Inutile illudersi.

Eppure, i messaggi scritti (seppure in un italiano abbastanza approssimativo) con vernice bianca su due saracinesche e sul marciapiedi di via Vittorio Emanuele, a due passi da Villa delle Favare, potevano fare pensare a retroscena inquietanti: «Chiuso per mafia» e «Mafia merda»

La cosa è stata notata da tanti passanti ed ovviamente non poteva non destare l’interessamento dei carabinieri. Ai militari della locale stazione è bastata fare una perquisizione ed ascoltare i diretti interessati per chiarire il “mistero”.

La scritta è stata prodotta dal proprietario dell’immobile, in segno di protesta e provocazione rivolte all’affittuario, che al piano terra gestisce un’attività commerciale.

Secondo quanto appreso dai militari, tra i due vi sarebbero dei dissidi ed il proprietario lamenta arretrati del canone d’affitto non ancora corrisposti.

Incomprensioni a parte, il proprietario dell’immobile è stato denunciato per danneggiamento, mentre l’affittuario, a seguito dei controlli dei carabinieri, dovrà pagare delle sanzioni per alcune irregolarità amministrative riscontrate nella sua attività.

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Zalando Privé

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