24112017GOODNEWS:

«Posti a rischio nei call center? Falsità, si fa solo terrorismo»

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Sindacati contro sindacato. Le sigle di Cgil, Cisl, Uil e Ugl attaccano lo Snalv-Confsal che ieri aveva diffuso i propri timori sul futuro degli 850 operatori della Transcom di Biancavilla e Paternò. E sottolineano: «Nessun rischio».

 

«Risulta completamente infondato l’allarme e la preoccupazione per la perdita del posto di lavoro quale conseguenza di un ipotetico spostamento del call center».

Intervengono Cgil, Cisl, Uil e Ugl contro lo Snalv-Confsal, sigla sindacale che ieri aveva espresso timori per il futuro degli 850 posti di lavoro dei call center della Transcom, che a Paternò e a Biancavilla gestiscono le chiamate per le prenotazioni specialistiche sanitarie ed altri servizi di informazione della Regione Lombardia.

In un comunicato di risposta, Cgil, Cisl, Uil e Ugl parlano di «atteggiamento terroristico» dello Snalv per la diffusione di notizie infondate e ribadiscono che non ci sono rischi per i lavoratori.

Questa la loro nota integrale.

«Il Call Center è saldamente nonché produttivamente ambientato nel nostro territorio e nelle sedi di Paternò e Biancavilla, al punto che negli anni le sigle sindacali che operano realmente nella realtà lavorativa hanno, in sinergia con l’Azienda, ottenuto dei risultati importanti e acclamati che hanno permesso un incremento di lavoratori fino al raggiungimento degli attuali 850. Assieme alla dirigenza abbiamo fortificato il radicamento e posto le basi forti e solide affinché la struttura del Call Center rimanga nel nostro territorio, indipendentemente dall’Azienda che si aggiudicherà la gara d’appalto (la quale prevede anche l’esplicazione della commessa per la durata di 6 anni più 1), in quanto sono state create le condizioni favorevoli al continuo investimento nei territori di Paternò e Biancavilla: ancora oggi questi ultimi si contraddistinguono per alte capacità professionali alle quali abbiamo associato, con gli ultimi accordi sindacali, condizioni favorevoli per un continuo investimento di capitali che di certo porterà ad un aumento di posti di lavoro e non ad una drastica riduzione.

Pertanto condanniamo l’atteggiamento terroristico basato sull’inesattezza delle informazioni e sulla strumentalizzazione delle paure, finalizzate esclusivamente a seminare panico tra i dipendenti ed all’inasprimento del clima lavorativo. Siamo inoltre dispiaciuti che tali inesattezze e falsità abbiano coinvolto persino la deputazione nazionale, che si mobilita in modo solerte ma inopportuno, con un interrogazione parlamentare che renderà felice solo coloro che disseminano terrore e preoccupazione in azienda, con la speranza di essere martirizzati da una guerre mai iniziata.

A tal proposito invitiamo tutti i dipendenti a rivolgersi alle proprie RSA di riferimento che sono sempre a disposizione per dubbi e chiarimenti al fine di garantire la serenità che qualche disturbatore “parolaio” vuole loro negare. Ricordiamo infine che dalla nascita del Call Center (2004) sono sempre state divulgate dalle medesime persone le solite voci che davano per imminente la chiusura dei siti di Paternò e Biancavilla, ma a dispetto di ciò l’azienda ha continuato ad investire producendo picchi occupazionali al di sopra degli 800 dipendenti. Alla luce di quanto esposto e considerato, sentiamo la necessità di rassicurare tutti i lavoratori della nostra Azienda e di evidenziare l’infondatezza delle notizie falsamente e volutamente veicolate da un Sindacato inesistente e non operante all’interno del nostro Call Center».

Confsal Biancavilla: «Anche noi prendiamo le distanze»
Anche i responsabili Confsal dell’area di Biancavilla, Salvo Pulvirenti e Angelo D’Urso, smentiscono il segretario regionale Antonio Santonocito sulle preoccupazioni per il destino dei lavoratori Transcom. E in una nota scrivono: «Prendiamo le distanze dalle notizie emerse in questi giorni  sull’immediato futuro del CC gestiti da Transcom e Lombardia informatica lontano da biancavilla e Paternò. Reputiamo tali notizie,al momento, prive di fondamento, notizie che hanno provocato -ovviamente- un ingiustificato allarmismo tra i lavoratori, le loro famiglie e l’intera comunità e pertanto sono risultate assolutamente inopportune. Per tali motivi valuteremo la possibilità di abbandono della sigla sindacale di nostra odierna appartenenza».

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Zalando Privé

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