16122017GOODNEWS:

Ospedale, promessa non mantenuta
il riavvio del cantiere si complica

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L'ncontro a Villa delle Favare. Da sinistra, Chiara Longo, Pietro Ciadamidaro e Giuseppe Glorioso

L’incontro a Villa delle Favare. Da sinistra, Chiara Longo, Pietro Ciadamidaro e Giuseppe Glorioso

di Vittorio Fiorenza

Il commissario dell’Asp di Catania, Gaetano Sirna, poco più di un mese e mezzo fa, in un incontro a Villa delle Favare, era stato deciso: «Entro maggio saranno riavviati i lavori per il completamento per l’ospedale di Biancavilla». Ma così non è stato.

Nell’area del nosocomio “Maria Santissima Addolorata”, il cantiere rimane fermo. E lo sblocco dei lavori, da “imminente” che sembrava essere, diventa anzi più complicato.

L’impresa esecutrice delle opere, la Ati Group del Gruppo Aiello di Bagheria, da anni in amministrazione controllata, sembra sia passata all’Agenzia per i beni confiscati alla mafia.

Da qui, le difficoltà di carattere legale, sindacale, procedurale che si frappongono al riavvio del cantiere. Tra il personale medico del “Maria Santissima Addolorata” c’è una certa preoccupazione. Una beffa per la struttura biancavillese, se si considera che di fatto i lavori sono quasi del tutto finiti.

«Mancano alcuni allacci di impianti e le autorizzazioni dei vari enti, ma insomma lavori di poco conto che potrebbero essere finiti nell’arco di tre mesi», ha spiegato, in un incontro apposito, sempre a Villa delle Favare, Pietro Ciadamidaro, primario di Anestesia e delegato del direttore sanitario dell’ospedale di Biancavilla.

Il sindaco Giuseppe Glorioso per questo promuove la costituzione di un comitato che porti le istanze del comprensorio alla Regione. «Il fatto che i lavori siano fermi –ha detto– è un problema non di risorse economiche ma di burocrazia. Non dipende più dall’Asp, ma dall’assessorato regionale. Anziché stare con le mani in mano bisogna mettersi insieme in un comitato per ottenere un incontro a Palermo ed ottenere lo sblocco dei lavori. Non possiamo più attendere, peraltro ci sono reparti, come Pediatria e Ginecologia, o la sala operatoria messi sotto stress».

Una questione non localistica, ma territoriale. Ecco perché per il Comune di Adrano, l’assessore Chiara Longo, anche lei tra i presenti alla riunione, si è detta «prontissima ad aderire a patti e intese per concordare le opportune azioni da mettere in campo».

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